Ouistreham, bassa Normandia, porto mercantile che si affaccia sul mar del Nord. Questo il luogo in cui si svolge l’inchiesta di Maigret. Un ex capitano di marina, Joris, ed ultimo direttore del porto in questione viene trovato con una ferita alla testa e incapace di articolare né pensieri né parole. Un’indagine che inizia in sordina in quanto la ricerca delle cause di questa perdita di memoria non è poi così eccitante. Ma dopo pochi giorni il capitano Joris viene avvelenato nel suo appartamento con della stricnina.

Ora c’è davvero pane per i denti di Maigret. Il caso sembra avvolto nel mistero con la stessa densità che la nebbia permea la località marina. Fra il fumo umido di mare ed il fumo della pipa di Maigret non c’è ormai più differenza, tutto vi si confonde. Nella bettola del porto Maigret spreca il suo fiuto d’investigatore nel muro di omertà che i portuali regalano all’ispettore. Una inchiesta articolata che poggia la sua genesi nel passato del capitano, fra golette, amori, uomini di fiducia, amanti e l’inevitabile politica. Vedremo anche un Maigret aggredito nella notte, legato ed imbavagliato che verrà soccorso solo al mattino dal fido braccio destro, Lucas. L’ira non offuscherà però la strada verso la verità che porterà ad una sorpresa proprio in finale di libro.

Atmosfera perfetta per una bella lettura.

Edizione commentata

Georges Simenon, Il porto delle nebbie, Adelphi Edizioni, Milano, 1994

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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