Torna, anche in questo caso dopo un lungo periodo di fermo, il 6 Nazioni che onora le partite mancanti per la fine del torneo interrotto, manco a dirlo, dalla emergenza sanitaria.

Occasione per tutte le formazioni coinvolte di fare un punto della situazione e prepararsi adeguatamente agli impegni che dovevano poi affrontare, nel caso dell’Italia rispettivamente contro Irlanda e Inghilterra.

Due prove ben dure e in molti, in alcuni casi anche alcune testate estere che si sono mostrate meno impietose rispetto agli Azzurri, hanno augurato una impresa eccezionale alla nazionale Italiana, cosa, sotto sotto, sperata da tutti gli italiani.
Per l’occasione Franco Smith ha schierato una squadra molto giovane, 25 anni di media di età, volenterosa e vogliosa di riscatto.

Ma i buoni propositi purtroppo non bastano, dopo un inizio azzurro spumeggiante i soliti problemi che caratterizzano la nostra nazionale sono venuti fuori: difficoltà nel superare la linea del vantaggio avversaria e troppi, troppi, placcaggi sbagliati che rendono facile la vita agli avversari.

La partita si è ridotta a una, scusatemi il termine calcistico, “goleada” verde smeraldo con soltanto due mete italiane, rispettivamente di Padovani su intercetto e la meta di Garbisi nella sua partita di esordio in nazionale, e si conclude con un doloroso 50-17 a favore degli ospiti. L’Irlanda torna nuovamente in gioco per la vittoria del torneo grazie al bonus offensivo schizzando in tesa alla classifica creando non pochi grattacapi agli Inglesi, prossimi avversari che verranno ospitati il prossimo fine settimana all’Olimpico.

26° partita consecutiva persa dagli Azzurri nel 6 nazioni, poche le scuse: partita difficile, la prima dopo il periodo di fermo della quarantena, squadra molto giovane e da finire di formare.
Tanti i problemi e purtroppo sempre i soliti, inutile continuare a ripeterli.

Franco Smith dichiara che “Roma non è stata fatta in un giorno” e si dice convinto sulla validità del gruppo da lui creato e che il lavoro da fare è tanto. Tutto vero, ma quante volte abbiamo sentito questa storia?

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.