Lo sapevate eh? E allora ditelo che lo sapevate, accidenti a voi! Me lo dovevate dire che avevate piazzato un ripetitore di Dirac nel convertitore di fase dell’acceleratore di particelle pronominali di Heisenberg! Assassini!
Così ho perso la trebisonda, la ciribiciaccola, la tramontana, insomma l’orientamento!
Ero appena uscito da un bagno-schiuma (mi era esploso in faccia il flacone del bagnoschiuma mentre tentavo di usarlo contro le zanzare elefante) e la stanza da bagno era stata completamente invasa dalla schiuma tanto che, per uscire ho dovuto tirare lo sciacquone.
E così sono uscito anche io, passando per il tubo dello scarico.
Indovinate come mi sono sentito? Di cacca!
Battuta facile eh?
Sarà facile per voi che ve ne state lì comodi mentre io porto in giro per l’universo il vessillo di tuttafirenze.it! Bastardi!
Insomma per farla breve sono finito indovinate dove? Ma nella Francia del 1630 e più precisamente l’11 novembre, giorno in cui un famosissimo protagonista della.. vabbé se vi dico tutto adesso finisce la storia!
Sappiate solo che piombai ruzzolando come uno stuntman ubriaco nelle stanze d’un uomo vestito di rosso come il vessillo di tuttafirenze.it.
Egli era intento a rassettare l’abito imponente dopo una giornata passata a convincere il Re, tale Luigi XIII, a confermarlo nella carica di primo ministro e a mandare in esilio (e con lei i congiurati) la Regina Madre, tale fiorentina (si torna sempre a FIRENZE eh?) chiamata “Maria de’ Medici”.
Lo centrai in pieno volto ma egli, abituato com’era alla pugna feroce e alla battaglia non si scompose se non in fattori primi.
Io però persi la trebisonda, la ciribiciaccola, la tramontana e i punti cardinali.
Anzi, quelli li presi: me li misero per suturare le ferite sul viso del Cardinale Richelieu.
Sì quello della foto.
Per rendersi presentabile egli accettò di mantenere il mio volto fino al mattino seguente e visto che il sangue aveva lo stesso colore del vessillo e del suo abito, continuammo a sanguinare entrambi senza ritegno.
Richelieu era un uomo molto potente e astuto, oltre che intelligente e aperto. Incuriosito dalla mia apparizione ebbe subito a comprendere che non fosse un prodigio diabolico ma una macchinazione d’altro tipo. Venne così a conoscenza del ponte di Einstein-Rosen e se ne compiacque. Poi gli spiegai della particella di Dio ma non capì che il “Bosone di Higgs” non raffigurava Higgs come omosessuale inviso alla Chiesa.
Lasciai cadere la cosa.
Mi narrò poi della sua volontà di trasformare la Spagna in un dominio francese mandando i toreri a mungere i tori, dimostrando così d’avere poca dimestichezza con le questioni bovine.
Venimmo poi alle mani per un maldestro tentativo da parte mia di influenzare la Storia, cosa che avvenne comunque grazie alle distorsioni tragicomiche che il cinema avrebbe in seguito messo in atto inserendo Richelieu in una sequenza sterminata di film di varia natura e qualità.
La cosa finì quando lo afferrai – poverieu Richelieu – per il naso, strappandogli il mio volto: cosa che gli costò altri punti cardinali assai dolorosi, tanto che morì alcuni anni dopo, convincendo il Re che come suo successore avrebbe visto bene un bel mazzo di rosmarino… ma essendo il Re un poco sordo, alla sua morte lo sostituii con il Cardinale Giulio Mazarino, grande stratega ed abile politico, detto anche Giulio Andreot..
Ah no, quello era un altro “Cardin(al)e”..
Il resto è leggenda.

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Umberto Rossi

Umberto Rossi, svolge segretamente la professione di artista concettuale. Purtroppo per lui. Inizia la sua attività di autore satirico in fabbrica dove, rischiando il licenziamento, fonda insieme ad un gruppo di amici sindacalisti una rivista demenziale a cui da il nome de “L’Osmannaro”,
subito inghiottita dall’oblio. Continua poi la sua collaborazione come illustratore e autore satirico (sia articoli che vignette, strip e rielaborazioni fotografiche e illustrazioni) con riviste e quotidiani di varia natura e fortuna. Inizia nel 1985 con “Nonsolocorsi” una rivista di annunci pubblicitari ormai defunta; poi passa al glorioso e rimpianto “Paese Sera” per un’edizione locale; continua con “La Gazzetta di Firenze” e “La Gazzetta di Prato”, con il quotidiano “L’Opinione” in una edizione locale.
Collabora con “L’informatore” della Coop di Firenze e con alcune riviste satiriche (tutte estinte) quali “Mai dire Sport”, “Fegato”, “Harno” (creata da Cavezzali) “La pecora nera”, “La Peste”, “Par Condicio”, “Veleno” e altre amenità. Autore satirico riluttante cerca di mantenere la sua indipendenza evitando il più possibile di pubblicare.