paola-gianotti-300x225In passato grandi ciclisti, uomini, hanno usato la bicicletta come mezzo per portare messaggi importanti. Tra tutti, mi viene in mente Gino Bartali che durante l’occupazione tedesca trasportava di nascosto documenti nella canna della sua bici salvando alcuni ebrei. Oggi il messaggio che porta una donna, Paola Giannotti, è la candidatura ufficiale della bicicletta a premio Nobel della Pace. È arrivata ad Oslo dopo aver pedalato per 11 giorni e aver percorso 2000 km a una media di 150-180 al giorno. È l’idea venuta al Touring Club Italiano e rilanciata dal programma di Rai Radio 2 “Caterpillar, Bike the Nobel è il nome dell’iniziativa che celebra la bici come mezzo non inquinante, ideale per corpo e mente, democratica perché alla portata di tutti.

paolaÈ pacifista perché promuove un nuovo modo di viaggiare e di vivere la vita da un’altra prospettiva. Paola Giannotti è partita da Milano, proseguendo per l’autostrada per bici da Duisburg a Essen fino in Danimarca e poi in Norvegia. L’estrema ciclista è entrata, tacchi ai piedi e bici alla mano nell’ambasciata italiana nello scorso 28 Gennaio, dove l’ha accolta il nostro ambasciatore italiano a Oslo. La candidatura a premio Nobel per la pace è stata intestata alla squadra femminile della federazione ciclistica dell’Afghanistan, un paese dove per le donne la bici è simbolo d’indipendenza.

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