1Il parco delle cascine rimane sempre uno dei luoghi migliori dove fare un giro in bicicletta, ma in questi giorni è anche uno spettacolo per il palato. Piazza Vittorio Veneto, situata nel verde polmone fiorentino, ospita fino dal primo novembre il Mercato Europeo. Il mio naso, portatore di rinite, si è risvegliato grazie ai diversi profumi provenienti dai banchi culinari di tutta Europa, e non solo.

2Il mercato Europeo è un tuffo a capo fitto nella cultura di tanti paesi che con prezzi abbordabili danno la possibilità di gustare i loro piatti tipici. Solo a Londra a Camden Town, avevo visto e assaporato una varietà così ampia di cibo. Il primo stand che noto è proprio quello londinese, con le sue miscele di tè, tazze raffiguranti regina e family al completo e le ghiotte marmellate. Dall’Inghilterra all’Austria bastano pochi passi per essere rapiti dall’odore delle salsicce, wurstel, crauti e dolci come krapfen, muffin, sacher torte. Peccato l’assenza di bionde ragazze con seni enormi che servono boccali di birra.

3Se poi si vuole sognare di essere sulla torre Eiffel gustando biscotti ai più svariati gusti, c’è un banco proveniente dalla Francia dove scegliere e insacchettarsi i pasticcini preferiti. Quando ho visto il grande stand della Spagna con la mitica paella Valenciana, preparata in enormi padelle, non ho potuto far a meno di assaggiarla. Sentire “hablar espagnol” accompagnato da un’ottima sangria ha riportato la mia memoria ai viaggi nella terra dei tori, alla magnifica Ramblas di Barcellona e ai 44 gradi di Siviglia. Passeggiando, gli artigiani del sapore concedono assaggi delle loro specialità. Così dopo la Spagna sono tornato in Italia, nel Piemonte, dove ho gustato il salame di cinghiale al tartufo e un ottimo vino. Tante le regioni italiane, tra cui la Toscana, a rappresentare in questa manifestazione culinaria il nostro tricolore.

4Le Nazioni presenti sono davvero numerose e non solo facenti parte della comunità europea: Brasile e Argentina innalzano le bandiere cucinando le loro prelibatezze. Rimonto in bicicletta con la pancia piena, e come il personaggio “Merigo” di Panariello con la borraccia colma di “brunello”…

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