Firenze, città d’ingegni arditi… cantava Odoardo Spadaro tanti anni fa. Sì, l’aria di Firenze deve essere davvero miracolosa. Nessun posto al mondo può vantare, nella sua storia, una tale concentrazione di geni, di personaggi capaci d’imprese spesso proibite al resto dell’umanità. Fiorentini come Dante ma anche “stranieri” che qui hanno scalato le vette della notorietà, come Michelangelo e Leonardo Da Vinci. Insomma chi arriva a Firenze, in un modo o nell’altro, respira una tale aria di genialità che non può non restarne immune… imprenditori di oggi compresi.
Forse quello che stiamo per dire non c’entra granché con questa rubrica, anche se calcio e automobilismo sono i protagonisti marginali della vicenda. Ma la notizia era troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Allora, riassumendo, l’AD della FIAT (o se preferite FCA) Sergio Marchionne ha criticato pesantemente la gestione Ferrari del presidente Luca Di Montezemolo (che intanto si è già dimesso). Diego Della Valle è corso in difesa dell’amico e socio in affari apostrofando Marchionne con le parole “furbetto cosmopolita”. Solo la frequentazione, sia pure indiretta, degli ambienti fiorentini può aver scatenato la genialità verbale del patron della Fiorentina. Arguzia e fantasia sono sicuramente un dono innato nei fiorentini. DDV, come tutti ormai lo chiamano qui, non è fiorentino ma ha così dimostrato che sta studiando duro e bene per diventarlo. Forse nemmeno Dante, che pur nella sua Commedia aveva detto peste e corna di parecchi, sarebbe riuscito a costruire un tale capolavoro (a difesa del sommo poeta, però, bisogna dire nel 1300 c’erano certo i furbetti ma la parola “cosmopolita”, in un mondo conosciuto così piccolo, sarebbe stata priva di senso…).
Leggendo queste parole di Diego Della Valle ci è tornata in mente una frase lapidaria e altrettanto geniale con cui negli anni ‘80 un altro patron della Fiorentina, Flavio Pontello (chiamato dai più semplicemente “il Conte”) definì Gianni Agnelli: “Quel metalmeccanico di Torino”. Roba da leccarsi i baffi, ma Pontello era fiorentino, o almeno era tale da molte generazioni, ed era già immerso nell’atmosfera cittadina. DDV, invece, ci ha davvero stupito.
Philippe Noiret alias Giorgio Perozzi, in Amici miei disse che “il genio è fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. “Furbetto cosmopolita”: il Perozzi, da qualche parte, sta già ridendo come un matto.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.