Indiscrezioni in merito erano state riportate da diversi siti d’informazione negli ultimi mesi, ma adesso la notizia è ufficiale: dal prossimo anno la pubblicità arriverà su Whatsapp.

Facebook ha acquistato ormai da diversi anni la nota piattaforma di messaggistica. È comprensibile, quindi, che voglia rendere questo investimento profittevole. Un miliardo e mezzo di utenti è un potenziale enorme per veicolare messaggi pubblicitari e, quindi, per portare lauti guadagni. L’aspetto da curare con estrema attenzione è l’impatto di tale cambiamento su chi utilizza la app. Una pubblicità troppo invadente, infatti, potrebbe far migrare una significativa fetta di pubblico verso piattaforme concorrenti.

Per questa ragione l’introduzione degli annunci avverrà in modo graduale, al fine proprio di valutare le reazioni del pubblico. Inizialmente la pubblicità sarà aggiunta solamente nell’ambito della funzione “stato”, che però, ad onor del vero, utilizza solo una parte degli utenti. Da notare che la funzione “stato” di Whatsapp presenta parecchie affinità con le storie di Instagram, che già ospitano pubblicità da tre anni.

Lo scopo dell’introduzione della pubblicità in Whatsapp, secondo gli esperti, sarebbe duplice. Oltre alla volontà di far cassa, ci sarebbe anche l’obiettivo di armonizzare il comportamento di applicazioni che, negli sviluppi futuri, dovrebbero diventare sempre più integrate. Si ricorda infatti che, come riportato su TuttaFirenze qualche mese fa, Instagram, Whatsapp e Messenger avranno una piattaforma tecnologica comune.

Almeno inizialmente, quindi, l’impatto pubblicitario dovrebbe essere contenuto. Secondo indiscrezioni, però, se l’esito di questa prima fase dove essere positivo, la pubblicità verrà estesa anche alla sezione delle chat, con la possibilità che arrivi addirittura ad inframmezzare i messaggi di una singola conversazione.

Prospettiva assai preoccupante.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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