Diciamocelo, certe volte il mondo è un posto freddo e brutale, fabbrica milioni di persone sole e infelici, e certe volte ci vuole un bel fegato per finire la giornata. E come dicevo al me stesso adolescente, quando mi sparavo pose da ribelle, esistono al mondo due tipi di persone: quelli che si sentono a loro agio nel mondo e quelli che invece non si sentono mai a casa. I primi staranno meglio, vivranno felici e probabilmente finiranno a fare politica ma non cambieranno niente di ciò che li circonda. I secondi invece cresceranno e diventeranno tipi strani, indosseranno lunghi cappotti o maglioni sformati per non farsi ammazzare, e se avranno del talento probabilmente finiranno per scrivere libri e canzoni cambiando il mondo, in caso contrario, o scriveranno schifezze o saranno Punk.

Non ho mai incontrato Lukas Moodysson ma mi sono fatto l’idea che non faccia politica, che giri per la Svezia indossando lunghi cappotti e maglioni sformati e che raramente si senta a suo agio. Deve essere il tipo che ascolta musica Punk ma che ha dei capelli normalissimi. Un Johnny Rotten timido e gentile che si veste senza borchie e rispetta la fila. Uno che ha capito che, in questo mondo dove tutti urlano per farsi ascoltare e dove tutto è provocazione e sopraffazione, essere gentili è il vero atto di ribellione.

Perché i film di Moodysson sono salmoni che vanno contro corrente, ma lo fanno in modo dolce e deciso, costano poco, hanno attori sconosciuti, in certi casi (e in certi paesi) incassano più di colossi come Titanic e parlano sempre di persone che non si sentono a loro agio. Dalle Elin e Agnes del tenero e bellissimo Fucking Amal alla inquieta Lilja di Lilja 4ever, ogni suo film è un atto di protesta cortese.

E se non avete mai visto un suo film, beh, un po’ v’invidio, perché avete la possibilità di vederne uno per la prima volta. Perché nelle sale fiorentine, anzi no, nell’unica sala fiorentina che si prende a cuore certi film, il Flora, c’è We Are The Best, l’ultimo film del Punk Moodysson. Parla di adolescenti, di professori di ginnastica sensibili come mattonelle di ghisa, di musica (Punk ovviamente), di religione e di padri che ti entrano in camera in mutande mentre sei con gli unici amici che sono abbastanza fuori di testa da frequentarti. Parla di come il mondo a volte sia un posto freddo e brutale nonostante tu abbia solo 13 anni e come la musica sia l’unico rifugio possibile. Ma non vi aspettate niente di che, ci sono i titoli d’inizio, un po’ di ragazzini che fingono di recitare, una storia, qualche telecamera, un po’ di musica e i titoli di coda. In perfetto stile Punk.

Fonte foto: movielicious.it

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.