Nel mio girovagare per il centro Italia, nelle Marche ho trovato un legume che non conoscevo: la “cicerchia”.  L’ho acquistato e portato a casa, con l’idea di cucinarlo ed assaggiarlo il prima possibile. Messo nella dispensa, me ne sono dimenticato. Con il freddo che imperversa in questo periodo, frugando nell’armadietto delle scorte per cercare qualche tipo di legume che mi aiutasse a combattere questo clima, ho ritrovato le cicerchie.

Scovando qualche idea per cucinarle, ho scoperto che questo legume ha proprietà anche tossiche.

Incuriosito, ho approfondito un po’ questa definizione e ho scoperto che questo è un antico legume molto diffuso in Asia, Africa orientale e ma anche in alcune regioni italiane, in particolare Umbria, Puglia, Marche, Lazio e Molise, ottenendo il riconoscimento di prodotto agroalimentare tradizionale italiano.

La caratteristica principale di questo antico legume, già conosciuto più di 8000 anni fa in Mesopotamia, chiamato dai Greci Lathyros  e dai Romani Cicercula, ha la capacità di resistere a periodi di siccità, diventando un utile alimento di sopravvivenza.

Ma il suo consumo intensivo ha portato alla scoperta anche di una sua tossicità; infatti contiene una neurotossina, sotto forma di aminoacido detto ODAP. Questa tossina è stata associata al neurolatrismo, malattia degenerativa che può col tempo arrivare a causare la paralisi degli arti inferiori del corpo.

Chiaramente è il consumo intensivo e prolungato ed esclusivo di questo alimento che può provocare questo tipo di malattia. Basti pensare che anche i funghi o i pomodori acerbi ed altri alimenti, contengono proprietà tossiche, e noi li consumiamo abitualmente, senza alcuna controindicazione o conseguenza per la salute dell’uomo.

Come si prepara:

Deve essere tenuta a bagno per almeno 24 ore, l’acqua deve essere salata e cambiata almeno una volta; già questo aiuterà ad eliminare il retrogusto amarognolo.  Ben risciacquata sotto acqua corrente, va messa a cuocere in acqua non salata, ma vi consiglio di metterci del ramerino, aglio ed altre erbe aromatiche o spezie di vostro gradimento, oppure cuocetele come fate abitualmente con gli altri legumi.  Occorre però  che la cicerchia cuocia per almeno 2 ore a fuoco vivo, salate solo alla fine. Ultimo consiglio: non usate l’acqua di cottura.

Conditela con un fili d’olio EVO e….

Come sempre…

Buon appetito e fatemi sapere!

Cicerchie

Cicerchie

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.