19_ottobre_2015 032È ancora lì. Ancora più grigia, se possibile. Il segno del tempo che è passato lo dà il giardino che la circonda, più incolto. Erbacce. Diciamo la verità. A distanza di un quasi tre mesi dal precedente resoconto non ci aspettavamo certo un quadro diverso, conoscendo i tempi della burocrazia. I lavori di bonifica dall’amianto della scuola media Dino Compagni sono cominciati il 19 ottobre 2015. Quel lunedì abbiamo visto un gruppo di persone uscire dalla scuola e mettersi a parlare davanti alla porta. Qualcuno aveva in mano dei fogli. Erano sei o sette. Probabilmente tecnici pronti a dare il via ufficiale ai lavori. Nel pomeriggio un paio di uomini sono stati intravisti fra gli alberi. E sicuramente non erano giardinieri. Poi, all’improvviso, nel giardino è apparso un camion. In serata, molto prima che facesse buio, di tutto questo non era rimasta alcuna traccia. Colpo di bacchetta magica, sparito tutto!
Il nuovo progetto è molto ambizioso. Si parla di una struttura moderna che non sarà più solo una scuola ma una sorta di centro direzionale del quartiere, che nelle ore di non didattica potrà diventare una specie (per capirsi) di casa del popolo. Le voci danno per certa l’inaugurazione per il settembre 2017. Certo, c’è tanto lavoro da fare. Anche perché l’amianto non può essere trattato come un comune materiale da costruzione. Insomma, per buttar giù non si può certo ricorrere alla Wrecking ball, la sfera oscillante della canzone di Bruce Springsteen. E nemmeno alla dinamite. Ogni pezzo deve essere trattato con cura maniacale. Va “imbustato” stando attenti a non forare e nemmeno a tagliare niente per non far disperdere le minuscole e letali fibre. Un lavoro di cesello a cui poi seguirà la ricostruzione. Un lavoro che, in via precauzionale, si dice verrà eseguito da personale con tute monouso. Non deve rimanere assolutamente niente.
Non lo sapevano le mogli che, lavando le tute dei mariti, si sono trovate a tu per tu con quella fastidiosa polverina…
Siamo in attesa degli eventi futuri, che sicuramente non mancheranno. Per adesso, passo e chiudo. In (quasi) diretta dalla Dino Compagni, quartiere 2, Firenze.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.