Se la mattina vorremmo solo girarci dall’altra parte a volte è colpa nostra. Ti chiedi, che bisogno c’è di fare tardi la sera se hai la sveglia alle 8 per studiare o lavorare o magari per entrambe le cose? Capitano in ogni settimana quelle giornate infernali che da una parte ti fanno sentire una donna in carriera, e dall’altra ti fanno venire voglia di tornare alle elementari. Giornate in cui devi alzarti presto per studiare, perché nel pomeriggio hai uno dei tuoi lavori che ti aspetta (si, c’è chi ne ha più di uno, confermo). Ma dato che non hai voglia né di sentirti già una rampante trentacinquenne, e neanche di ricordarti com’erano i problemi con le mele e le arance, provi a tenerti stretta la tua giovinezza, e la sera ti viene voglia di prendere una boccata d’aria perché, diamine, hai pur sempre 24 anni. Hai scritto articoli, fatto telefonate, e perfino giocato con un bambino di 4 anni (ormai sono un asso coi puzzle da 30 pezzi), e ti meriti di prendere una birra all’Off bar, al Lago dei Cigni della Fortezza, il chiosco più gettonato dell’estate, dove non ti senti mai solo e dove c’è sempre qualcuno che fa più tardi di te. Di posti all’aperto dove rilassarsi un po’ ce ne sono tanti, e a parte i due famosi “chioschini” di San Niccolò e di piazza Savonarola, frequentati perlopiù da un pubblico sotto i 20, ci sono il Giardino dell’Orticoltura, più intimo e riparato, il Bei Bei di Serpiolle, dove l’aria è sempre un po’ più fresca, o la Limonaia di Villa Strozzi, il più suggestivo tra i chioschi.

Bene, hai trovato un modo per giustificare a te stessa ogni serata passata a sedere su un prato, però adesso torna a casa, dai, è tardi.

Andrea Appino, cantante degli Zen Circus ha ragione sulla storia del sonno. Accidenti se è vero. La mattina, vorrei dormire ancora, la notte, vorrei dormire prima. Il giorno? Vorrei, ma non posso. Forse il decennio dei venti è l’ultimo in cui ti è permesso non sentirti in colpa se dormi oltre le 10 la mattina e non prima delle 2 di notte. O forse nella vita avrai sempre e indiscutibilmente sonno, sempre meno tempo per dormire, e sempre meno voglia di sentirti in colpa.

“Vent’anni” degli Zen Circus

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.