presaingiroBuongiorno, sono una ragazza di 14 anni e frequento la prima superiore. In classe non mi trovo bene perché i miei compagni mi prendono in giro. Abbiamo aperto anche un gruppo Whatsapp e anche lì si prendono gioco di me. Ho provato a dire qualcosa, ma non è servito a nulla. Non so più cosa fare. Mi può dare qualche consiglio?

Elisa

 

Cara Elisa, naturalmente è difficile rispondere senza conoscere la situazione nel dettaglio. Provo però a dire alcune cose basate sulla mia esperienza.

Innanzitutto non bisogna drammatizzare sempre. Che a scuola ci si prenda in giro è normale, è sempre avvenuto e continuerà ad avvenire. In genere fa parte del processo di crescita, bisogna accettarlo e cercare di reagire serenamente. Prendersela troppo non è poi strategicamente una buona risposta perché fa il gioco degli altri, dà loro soddisfazione e quindi li spinge a continuare.

Di fronte ad una presa in giro bisogna innanzitutto capire cosa sta succedendo, senza affidarsi alla facile spiegazione di pensare che ci siano i cattivi e le vittime. Ti sei chiesta perché ti prendono in giro? E se tu c’entri qualcosa, se i tuoi comportamenti hanno in qualche modo suscitato questa risposta nei tuoi compagni? Sei tu ad essere troppo suscettibile o la presa in giro ha superato i limiti e sta diventando pesante, fino ai limiti del bullismo? La risposta a queste domande è fondamentale per capire cosa sia meglio fare.

Chi vive una situazione di disagio deve innanzitutto cercare di affrontarla da solo per imparare a confidare nei propri mezzi. Troppe volte genitori ed insegnanti intervengono per proteggere i ragazzi, non rendendosi conto che così li lasciano con le loro fragilità. Ma, se le prese in giro ci fanno soffrire e non riusciamo a reagire, è importante chiedere aiuto. Perché spesso gli adulti, purtroppo, non se ne accorgono. E questo deve interrogarci tutti. Quando si rilevano forme di prepotenza è poi certamente giusto attuare delle forme di punizione. Ma è ancora più importante aiutare chi ha sbagliato a capire l’errore.

La questione delle prese in giro è quindi alla fine un fatto educativo. Nelle scuole e nelle famiglie dovremmo curare maggiormente le relazioni. Perché nell’adolescenza, forse più di ogni altra cosa, serve imparare ad ascoltare le proprie emozioni. E quelle degli altri.

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Ludovico Arte

Di lavoro faccio il preside dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” di Firenze. Poi ho l’incarico di coordinatore dell’Area Psicopedagogica del Settore Giovanile della Federcalcio.
Nella mia vita precedente ho fatto prevalentemente il sociologo e l’insegnante di psicologia. La mia vera passione è lavorare con i ragazzi, cercando un modo diverso di fare educazione.
Sono nato in Calabria, ma vivo a Firenze da molti anni.
La Calabria mi ha insegnato a non dire certe cose, in Toscana ho imparato a dire le cose come stanno. Da entrambe però ho capito che quello che sei e quello che fai valgono più di quello che dici.