Mai domanda fu più temuta. Sta lì, nel mezzo alla sua piazza, bellissimo, una scatola ottagonale bianca. Ma di che epoca è l’edificio dove i nostri genitori e nonni sono stati battezzati?

Pare incredibile, ma ancora nessuno può dirvi con certezza quando sia stato costruito il Battistero di Firenze. Non fidatevi di chi vi risponde ostentando sicurezza, l’unica risposta possibile oggi è solo un dubbioso “non lo sappiamo”. Gli storici litigano da più di un secolo avanzando le più svariate risposte. E’ un tempio romano? Un edificio tardo antico? longobardo? Oppure medievale? Tutto è stato detto, ma tutto rimane da dire. Capirete che, per qualsiasi storico di Firenze quell’edificio è uno smacco, uno scandalo, una provocazione. D’accordo, cerchiamo gli affreschi di Leonardo, le ossa di Monnalisa, dei Medici, di tutti i dannati personaggi della storia fiorentina, dal primo all’ultimo, ma cerchiamo anche di capire di che epoca sia il Battistero di Firenze.

Fino a poco tempo fa era stato definito “lo spartitraffico più bello del mondo”. Non aveva più una piazza, i bus gli sfrecciavano vicino e facevano tremare gli splendidi mosaici dorati. Dopo la pedonalizzazione lo “spartitraffico” è tornato ad avere una sua dignità, un suo spazio. Sarebbe forse l’ora di capirne di più. Anche gli scavi archeologici, eseguiti a più riprese tra il 1895 ed il 1948, non hanno chiarito affatto la questione, sia per la complessità della situazione, sia per le metodologie di scavo. Ciò che sappiamo è che sotto il Battistero vi sono i resti di una domus romana e di un impianto termale, sempre di epoca romana. Inoltre, furono trovate una serie di sepolture di varie epoche. La quota del pavimento del Battistero si trova più di un metro sopra le quote delle strade romane rinvenute attorno e non è mai esistita una scalinata, o podio, che lo innalzava dal terreno circostante.

Il Battistero potrebbe avere un bel cartello informativo davanti all’ingresso con scritto: “Battistero di Firenze, IV – XIII secolo d.C.”. Un po’ come se tra 2000 anni, in un museo archeologico vi trovaste di fronte ad una bacheca con una bella lattina di Coca Cola e la didascalia: “Recipiente per liquidi, era cristiana”.

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.