Inutile negarlo: il quesito, presto o tardi, ce lo siamo posti tutti. In alcuni ambiti, per lo meno da parte dei maschietti adolescenti, con una certa apprensione. Bisognava capire quale fosse la lunghezza “giusta”.

Perfino la redazione di TuttaFirenze ha posto limiti, per fortuna non tassativi, sulla lunghezza massima.

Inevitabile che un Organismo Superiore, come l’Unione Europea, ponesse limiti sulla lunghezza minima.

Insomma, siamo ossessionati dalle misure.

Se, però, nel primo caso i dubbi relativi alla lunghezza erano solo informativi, nei due casi accennati sopra la lunghezza diventa elemento critico.

TuttaFirenze, per dire, pone per gli articoli un limite superiore di 1.500 battute. 1.500 battute? Il mio primo pensiero, quando me l’hanno comunicato, è stato “Accidenti, neppure io riesco ad essere così spiritoso”. Dopo le spiegazioni del caso, ho capito che il limite, per uno logorroico come me, era ancora più arduo da rispettare di quello che avevo erroneamente interpretato. Trattandosi di caratteri, per ogni mio articolo devo sempre appellarmi alla clemenza della Redazione (anche questo contributo, giusto per non smentirmi, si aggira sui 2.000).

La UE, però, pone limiti tassativi, pena ingenti multe, sulle misure minime. In che ambiti? Molti, presumo, ma quello che più ha suscitato la mia ilarità è quello che sta animando polemiche in questa calda estate, relativo alle misure minime della fauna ittica pescata o, meglio, commercializzata nei paesi UE.

Il Regolamento risale al 2006, ma l’Italia, con i soliti tempi di reazione da bradipo narcolettico, lo sta recependo solamente ora. Adesso che lo so. sono fortemente imbarazzato. Che comportamento dovrò tenere? Dovrò imparare a memoria le misure minime delle varie specie e denunciare il malfattore che osasse servirmi al ristorante uno sparaglione di 11 cm (misura minima ammessa 12 cm)? Arduo compito, anche perché non saprei riconoscere uno sparaglione neppure se me lo servissero con un cartellino identificativo.

Non che con le specie che sono in grado di riconoscere vada molto meglio. Non so come fare a misurare le vongole che, abilmente mimetizzate negli spaghetti allo scoglio, devono tassativamente superare i 25 mm.

Di rado mi capita di andare al ristorante con il metro.

metro
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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.