Sembrano esserci sempre meno spazi pubblici degni di essere vissuti, eppure, da un po’ di anni, le biblioteche in Toscana stanno vivendo un risveglio contagioso. Ci pensavo mentre stavo viaggiando verso le colline metallifere della provincia di Grosseto. Due treni lenti mi hanno accompagnato fino a Follonica e i miei pensieri si mescolavano insieme al sudore dei lavoratori seduti accanto a me. In occasione della giornata mondiale del Libro, sono stata invitata insieme alla scrittrice Paola Zannoner, alla biblioteca di Massa Marittima: un dolce di pietra che contiene libri e vite con il verde delle colline che ti abbraccia come una mantella di lana. Un posto incantevole. Dopo aver seguito con apprensione e continui aggiornamenti in rete, gli avvenimenti politici, mi ci voleva un po’ di calma e di attenzione alle parole. Dopo aver seguito tutte le votazioni delle elezioni del Presidente della Repubblica, i commenti e gli scontri, mi sentivo scoraggiata, stanca, abbrutita. Confrontarmi con quei lettori su miniere di ieri e grandi opere di oggi, sulla fatica del lavoro, sui diritti violati e piegati, su scrittura e impegno, mi ha come sciolto quel macigno ghiacciato che mi si era adagiato sullo stomaco. I libri fanno bene, le biblioteche fanno bene. In quell’occasione sono stati premiati i lettori forti. Chi legge più libri prendendoli in prestito? A parte Shaban, bambino entusiasta di 7 anni che ha letto 37 libri, sono le donne, quelle che leggono di più. E sono donne anche chi si prende cura di libri e di cultura, quasi dappertutto. Non ci si fa caso, ma sono le giardiniere della libertà delle menti del futuro. Con pudore si è avvicinata Viola, 13 anni. Ha letto 82 libri in un anno. Voleva una dedica e mi sono sentita in imbarazzo. C’è un’Italia migliore che sta crescendo e spero sia quella che non ci perdonerà e si riprenderà tutto lo spazio pubblico che abbiamo distrutto.

L’Incartauova esce ogni sabato sull’Unità della Toscana

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