SerranoSiamo nel Chiapas, a San Cristobal de las Casas una cittadina zapatista votata al sostegno del mitico comandante Marcos. In questa piccola comunità arriva Camila, una giornalista cilena che vive negli Stati Uniti e che ha accettato di fare un reportage sul Messico anche per tentare di lenire il dolore della perdita del proprio bambino. In questa fuga terapeutica Camila cerca di affrancarsi anche dal contrastato rapporto con la madre, una vecchia rivoluzionaria che ha conosciuto in carcere Reina la donna che dovrà ospitare la figlia nella cittadina. Accade però un fatto che sconvolge tutto questo progetto, Reina viene volutamente investita da sicari del regime e giace moribonda in un letto d’ospedale.
Da qui cambia il rapporto di Camila col suo presente e col suo passato. L’incontro con attivisti come Luciano la risvegliano da un torpore sentimentale dove era caduta dopo la morte del figlio; ma soprattutto il viaggio che intraprende verso Ocosingo, al posto di Reina, le farà conoscere di persona la durezza della lotta rivoluzionaria.
Questo evento sarà una catarsi obbligata che la porterà a riparametrare tutti gli avvenimenti e i personaggi della propria vita.
Scritto con grande lessico e padronanza della lingua, è una sorta di riflessione interna e di indagine psicologica di questa donna portata dagli eventi fino al confine della vita.
Molto bello e di gran fascino.
Edizione commentata

Marcela Serrano, Quel che c’è nel mio cuore, Feltrinelli editore, Milano, 2004

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it