Lo sappiamo benissimo, l’ultima prova degli Azzurri contro il Sud Africa non ci ha fatto esaltare e ha nuovamente mostrato lacune della squadra. Ma nessuno ci può proibire di goderci il nostro sport preferito con il sorriso sulle labbra visto che intanto le batoste subite da Georgia e Stati Uniti stanno rimettendo la classifica del ranking in una forma già più realistica.

L’Italia ha pareggiato contro la Nuova Zelanda e con due giorni di anticipo. Ma cosa è successo? Ci ha messo lo zampino il passaggio di un tifone (forse l’unica forza capace di fermare gli All Blacks) sul territorio giapponese che ha costretto World Rugby ad annullare due partite per questioni di sicurezza pubblica. Per la precisione Francia – Inghilterra e Nuova Zelanda – Italia.

Il pensiero va soprattutto all’esordiente Danilo Fischetti, che si è visto sfumare l’occasione di entrare in nazionale contro i campioni del mondo, e a Giosuè Zilocchi che si sono messi disponibili ad aiutare i colori azzurri a sfavore del loro club di origine.
Dopotutto, nel caso della Nuova Zelanda, poco cambia nella classifica del girone B, anche se il regolamento dà in questi casi 2 punti alle squadre coinvolte gli All Blacks restano al primo posto e l’Italia non riesce a superare il Sud Africa.

Si conclude così l’esperienza italiana nel mondiale del 2019, con tanti punti di riflessione, numerosi motivi di orgoglio e un punto interrogativo sul futuro. Come sarà il dopo O’Shea?

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.