La mia casa “ufficiale” adesso è ad Austin, Texas, ma una parte di me “vive” ancora a Firenze. Un po’ perché ci torno un paio di volte l’anno, un po’ perché ci ho vissuto molti anni dalla mia vita e poi perché ci sono nata, e certe cose ti rimangono dentro, per sempre…
In conclusione posso quindi dire di aver la fortuna di avere due case.
A volte quando sono in Italia mi mancano cose dell’America e viceversa, ci sono momenti nella mia vita americana in cui la nostalgia di Firenze si fa sentire molto forte, quasi come un piacevole malessere fisico, quasi come aver lo stomaco vuoto e aver fame.
Quali sono le cose di cui sentiamo la mancanza? A voi cosa manca quando siete lontani da casa?
A me il più delle volte mancano cose semplici, piccole, anche sciocche.
Quando sono lontana da Firenze mi mancano i nostri sapori: il prosciutto in primis, il lampredotto, i fagioli cannellini e la cipolla rossa, l’odore dell’arrosto la domenica mattina, il vino quello sfuso che compri dal vinaino… La nostalgia del prosciutto l’ho in realtà risolta avendo trovato qui un supermercato che ha dell’ottimo crudo. Certo, costa un occhio della testa, come diciamo noi, oppure “an arm and a leg” (un braccio e una gamba) come dicono gli americani; quindi, in conclusione per levarmi le voglie esco dal supermercato senza un occhio, un braccio e una gamba… ma felice!
Di Firenze poi mi mancano i giardinetti al Lungarno del Tempio e l’aperitivo sull’Arno, guardando il tramonto. Mi mancano i dintorni di Firenze a novembre e l’olio nuovo. Mi mancano le strade del centro dopo che ha piovuto ed i sampietrini sono tutti lustri e la luce dei lampioni ci rimbalza sopra.
Mi manca il nostro vernacolo e dire cose tipo: “ven via, grullo!” o roba del genere…
Mi manca uscire a far due passi e incontrare per caso almeno 20 persone!
Di Austin, invece, mi manca uscire a fare due passi e non incontrare nessuno che conosco!
Mi manca il patio di casa mia, soprattutto al tramonto. Mi manca il fatto che non fa mai freddo ed anche a dicembre vai in giro con una maglietta e una giacchetta di pelle.
Mi manca andare a passeggiare al parco vicino casa e guardare gli scoiattoli che si inseguono. Gli scoiattoli mi fanno ridere, sono buffi e sembra sempre si divertano un sacco, correndo sui tronchi, facendo capriole ed emettendo quei lori “squittii” che sembrano risatine. Nella prossima vita voglio rinascere scoiattolo… a parte quando li vedo spiaccicati per strada, ahimè… li si divertono parecchio meno!
Un’altra cosa mi manca dell’America, la più importante: svegliarsi la mattina e chiedersi: “Che succederà oggi?”.
Sì, la sensazione nell’aria che un nuovo giorno è lì ad attenderti e non sai mai cosa potrà accaderti. L’America è un posto giovane dove si respira energia ed entusiasmo. Questo a noi fiorentini (ed italiani in genere ahimè), manca e molto… ma forse si può ancora recuperare un po’ di magia, no?

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.