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Uno dei desideri che faceva parte della mia lista di sogni da realizzare, era quello di navigare sull’Arno in canoa. Non volevo però recarmi all’associazione canottieri di Firenze, ma infrangere le regole e adottare il fai da te.

La proposta è arrivata dal mio amico Roberto, sabato pomeriggio. Anche lui amante della bicicletta, è propenso però ad alternare vari sport per godere a pieno della nostra città. A bordo della sua canoa, una biposto morbida adatta anche al rafting, siamo partiti dalle cascine, esattamente dall’Indianino, sotto il ponte all’Indiano. Direzione pescaia delle cascine, ero emozionato come un bambino il giorno di Natale, anche se il primo impatto non è stato dei migliori. Il tanfo che sentivamo era notevole e l’acqua vista così da vicino, sembrava il pentolone delle streghe delle fiabe, ingredienti che fanno vomitare. Una bicicletta che spuntava dall’acqua, un pallone, la ruota di un’auto, un calzino e molto altro.

IMG_20150622_184510Passato il primo tratto e lasciatoci alle spalle il grande ponte, l’Arno ha cambiato i suoi abiti facendoci restare senza parole. Il silenzio e la tranquillità che abbiamo vissuto avevano cancellato la Firenze caotica di sempre, lontana dai media che scrivono che nell’Arno, dalle analisi fatte, sia stata ritrovata la maggiore quantità di cocaina in Italia. Solo verde, un fiume piatto come una tavola e flora e fauna che solitamente non vediamo. Gabbiani, anatre, passerotti e una serie di altri pennuti ci accompagnavano insieme all’immancabile nutria e pesci che saltavano dall’acqua. Dovevamo osservare punti da noi conosciuti per ricordarci che eravamo nella nostra città natale. Arrivati in prossimità della pescaia, la corrente delle cascate ci remava contro, mentre degli anziani signori che prendevano il sole ci guardavano come avessero visto due marziani. Siamo scesi e abbiamo deciso di portare la canoa al di là della rapida. Giunti, con nostro stupore fino al ponte alla Carraia, abbiamo ormeggiato la canoa e ci siamo recati a gustare un gelato alla gelateria omonima. Circa quattro ore di emozioni che mi hanno fatto scoprire e vivere realmente il fiume di Firenze.

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