Seduti uno di fronte all’altra al tavolino del bar, stanno rimestando lo zucchero nelle tazzine del caffè. Sono assorti, ma non tristi, anzi.
Quando si vedono riescono sempre a ridere molto, anche, e sopratutto, di loro stessi. Forse per quello che in passato li ha legati…
Erano amanti. “La prima esperienza adulterina”, come entrambi amano definire la loro storia; poi è finita e adesso, dopo 20 anni, è rimasta l’amicizia.
“Ti voglio bene, lo sai” gli dice lei, “ma non poteva funzionare, alla lunga non ti avrei sopportato”.
A queste parole come al solito lui mette il broncio, e ancora, dopo tanto tempo le dice: “mi hai fatto soffrire tanto…”.
Ci sono momenti in cui i ricordi pesano troppo, e pesa troppo anche il tempo trascorso; è lui a soffrirne di più. Oggi però anche lei è in vena di pensieri e improvvisamente, come si fa quando si spolvera un mobile e gli si ridà lucentezza, le tornano in mente quelle mattine: “ma ti ricordi quante ore a telefono quando non ci potevamo vedere?
“Già”, dice lui, “mattinate intere alla ricerca di una cabina telefonica lontana dai rumori, da sguardi indiscreti. Quanto tempo, e quanta fatica”! “E io allora”? Ribatte lei, “ore attaccata a quel filo del telefono, in piedi. Niente cellulari, messaggi, whatsapp, videochiamate…”
Sorridono e per un attimo si lasciano trascinare dall’immaginazione, pensando a quanto sarebbe più facile oggi, con la tecnologia a dare una mano.
Lui, dando corpo ai pensieri, le dice: “Non è troppo tardi, alla fine”.
Lei gli sorride. Certo che non è troppo tardi, pensa, non è mai troppo tardi.
Chi meglio di lei lo sa. Lei che anni prima ha deciso di prendere in mano la propria vita e ricominciare da zero, lei che che ha scelto di vivere le sue emozioni per quello che erano e per come venivano, lei che ha imparato a sue spese che alla vita bisogna andare incontro senza fermarsi per aspettare che accada, lei che ancora desso, dopo tanto tempo e tante delusioni, ha ancora voglia e disponibilità per farsi sorprendere da questa vita.
“No, non è mai troppo tardi” gli dice sorridendo “lo so bene”. Allunga una mano fino sfiorargli il viso e aggiunge: “Dovresti ricordartelo”.
Poi, risoluta ritirando la mano aggiunge: “ci vediamo all’Obihall l’8 novembre prossimo.”
“E perché mai?” Gli chiede lui ancora illanguidito dai ricordi.
“Ma perchè ci sarà la fiera dell’elettronica e visto che tornare indietro nel tempo non si può, e visto che il tempo continua a fare il suo mestiere … noi faremo la nostra parte: ci compriamo l’ultimo modello di cellulare e ci scambiamo tutti i messaggi che allora non ci siamo mai mandati!”.
Si guardano negli occhi e … ridono. Forte, insieme, come “quei ragazzi” non erano stati mai capaci di fare…
Contenti che, alla fine, la “saggezza” non sia una conquista dell’età…

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Sabrina Sezzani

Da lettrice appassionata a scrittrice per passione: Fiorentina DOC lavoro per vivere ma scrivo per divertimento; la mia passione è raccontare storie di donne,e quindi, naturalmente, anche degli uomini con cui hanno a che fare…

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