Raccontastorie
Lo ricordo a lavoro, alla sua scrivania, alla macchina da scrivere, ma anche nel pollaio, sui campi di grano, in mezzo a viti ed olivi. A tavola, bevendo un bicchiere di vino rosso. E poi: l’odore della legna che brucia nella stufa e il sapore della minestra di fagioli. La pasta fatta in casa, il presepe di ceramica. Il tritacarne a manovella che io giravo quando lei mi diceva: “vai”. Le sue vecchie mani di donna. Le serate passate a giocare a carte. Il profumo del suo dopobarba, la sua piccola radio rossa. La sua gran voglia di vivere, di ridere. Il Tirreno spillato che tutti i giorni era sul grande tavolo della sala da pranzo e il fruscio delle pagine sfogliate. Lei che si toglie gli occhiali e legge ad alta voce per lui. Legge veloce, senza quasi prender fiato. L’odore della sua pomarola, il pane della Milla. Il loro albero di Natale. Un bicchiere di vino bianco. I loro racconti. Li ricordo a raccontarmi storie, le loro storie. La nostra storia. I miei nonni che non ci sono più. E poi penso ai nonni dei mie tre, al grandissimo tesoro che sono e che saranno per loro. Preziosi raccontastorie. Ci penso oggi. Oggi che è la festa dei nonni. La festa degli Angeli Custodi. Oggi che, immagino non sia una coincidenza, a Firenze inizia il Festival delle Generazioni. Millemila eventi, incontri, laboratori, dibattiti. Sarà molto bello, sono sicura. Io ho già scelto il mio “dove”: i gazebi di Piazza della Repubblica. E buona festa dei nonni – fiorentini e non!
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