niccolini(No, non è la rubrica di cinema di TuttaFirenze e no, questa non è la recensione del film di DiCaprio, anche perché esce tra una settimana)

Non di cinema si parla, ma di teatro. Ho una storia con lui da 17 anni, me ne sono innamorata in quarta elementare, in un palco del Verdi, davanti a Raffaele Paganini e Tosca che cantavano e ballavano Sette spose per sette fratelli. Quella bambina si fece diventare le mani rosse perché non riusciva a smettere di applaudire, e sul diario di Sissi c’è ancora attaccato il biglietto (ok, non vale parlare di sé in terza persona neanche al passato, è vero).

È un amore che rinasce ogni volta che mi siedo su una poltroncina, e che può restare pacato o travolgermi, farmi piangere, ridere o arrabbiare se lo spettacolo non mi è piaciuto, ma sempre di amore si tratta, e sempre ne vale la pena. Non conosco molti miei coetanei che frequentino spesso i teatri fiorentini, un po’ perché si pensa che costi troppo (ma non è quasi mai vero), un po’ per pigrizia forse, o per abitudine, ma di certo la notizia di un teatro che torna a vivere deve far piacere anche a chi non ci entrerà mai.

Il palcoscenico è quello del Teatro Niccolini, ri-aperto ieri in via Ricasoli dopo 20 anni di chiusura. Quattrocentosei posti in più per ridere, piangere, arrabbiarsi, annoiarsi, in 2500 metri quadri tutti restaurati. Un piccolo gioiello, il teatro più antico di Firenze, sette porte rosse aperte sulla strada, che non fanno piacere solo a me. ‘Non ci credo, ha riaperto il Niccolini’, ha detto un uomo sorridendo alla figlia adolescente, passando lì davanti, ‘E che è?’, ha risposto lei, ma ora saprà di cosa si tratta. Magari ci farà caso la prossima volta, e forse lo dirà ad un’amica. Mia mamma si è emozionata quando l’ha saputo, e penso che non sia la sola.

Le porte aperte sono sempre più belle di quelle chiuse, anche solo da vedere, anche per chi non le varcherà mai. E comunque, un altro teatro vista Duomo non c’è.

 

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.