Oh ragazzi e ‘un ci crederete ma e gliò proprio sbattuto la faccia contro il nostro Ex Sindaco!
Massì, il buon vecchio Matteo!
Come? No, ma chi ha detto “Matto”? E gli ho messo anche la “e”! Si dice “Matteo”!
E mi volete far friggere a bucopillonzi con una querela? Macché matto, quello e gliè ma un gran furbone! E gliene ha messo a tutti in quel posto!
Politicamente parlando eh?
Qui si scherza ma lui fa sul serio!
Avete visto com’ha ridotto gli avversari coi quali si era alleato? E i suoi stessi alleati di partito?
Eh, quello e gliè peggio di Hulk!
Ma ora vi racconto in tre balletti e vi dico tutto!
E gli ero aggiro pe’ Firenze quando mi ricordo d’aver lasciato un libro da Fentrinelli. Mi giro pe’ tornare indrego quando manca poco vengo messo sotto dall’Afat (mai scendere dal marciapiede senza guardare se arriva i’ busse!). Insomma e fò un salto e mi ritrovo di novo lì. Il solito wormhole che mi segue come se gni avessi messo il guinzaglio!

Ndo’ finisco? In un bordello di universi paralleli che a descriverli tutti e mi ci vorrebbe una vita.
Oppoerannoi! – Fo’ dentro di me – Chi mi dirà la messa?
Altro che messa!
E ‘un gli becco un tipo in bici che passa per le vie di Roma e lo trascino con me nel wormhole?
E lo riconosco dalla voce e anche dal bestemmione bello sodo, al sangue come una fiorentina!
O unn’avevo raccolto su proprio i’ Renzi con la su’ bici?
E gira che ti rigira nello spazio-tempo si finisce in un universo parallelo e dove si va a sbattere? Proprio contro un baccellone grosso come un gorilla, ma senza peli!

Verde era verde, com’un bel baccello, solo parecchio più incazzato!

E si batte una ronciata di quelle che a Careggi ci mandano direttamente alle cappelle del commiato ma siccome questa è una bischerata che mi sto inventando adesso, e ‘un ci si fa male nessuno!
Appena ci si rialza da terra, ecco che ti sbuca fuori un fotografo che gli inseguiva i’ Renzi e ci scatta una foto! Quella qui sotto!
E un vi dico che gliè successo dopo!
Il Renzi e mi fa:
– Bravo Bischero! Adesso sì che con questo corpo e posso fare icché mi pare! Adesso ‘un mi ferma più nessuno! Dopo i’ patto col Berlusca che gliè agli arrosti sociali, e posso tagliare ai ricchi e poi gniene do a…
…E ‘un finì la frase che subito un vortice ci divise e io via, con metà faccia che era la sua e lui con l’altra metà che era la mia. E Hulk dietro a fare da massa critica.
Io ‘un sò come glié andata perché sto ancora girando.

Forse i’ Renzi e ce l’ha fatta, so solo che mi son beccato la su’ bici ni’ capo!
E gliè venuta con me!
Meno male che non era aggiro con la Smart!
Il resto è leggenda!

(Visited 246 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Umberto Rossi

Umberto Rossi, svolge segretamente la professione di artista concettuale. Purtroppo per lui. Inizia la sua attività di autore satirico in fabbrica dove, rischiando il licenziamento, fonda insieme ad un gruppo di amici sindacalisti una rivista demenziale a cui da il nome de “L’Osmannaro”,
subito inghiottita dall’oblio. Continua poi la sua collaborazione come illustratore e autore satirico (sia articoli che vignette, strip e rielaborazioni fotografiche e illustrazioni) con riviste e quotidiani di varia natura e fortuna. Inizia nel 1985 con “Nonsolocorsi” una rivista di annunci pubblicitari ormai defunta; poi passa al glorioso e rimpianto “Paese Sera” per un’edizione locale; continua con “La Gazzetta di Firenze” e “La Gazzetta di Prato”, con il quotidiano “L’Opinione” in una edizione locale.
Collabora con “L’informatore” della Coop di Firenze e con alcune riviste satiriche (tutte estinte) quali “Mai dire Sport”, “Fegato”, “Harno” (creata da Cavezzali) “La pecora nera”, “La Peste”, “Par Condicio”, “Veleno” e altre amenità. Autore satirico riluttante cerca di mantenere la sua indipendenza evitando il più possibile di pubblicare.