Viviamo in un mondo liquido.
La popolarità mediatica è diventata una sorta di nuova dea, intoccabile e invincibile, che decreta il successo e l’oblio a prescindere da tutto, dai meriti, dalla storia, da quanto è stato realizzato, tramandato, creato.
Per questo mi sono fatto una domanda davvero inutile e davvero degna del concetto di supercazzola 2.0 cui ho dedicato questa rubrica: se la popolarità su Facebook è davvero il metro con cui si misura il mondo in questi anni, chi, tra tutti i fiorentini celebri della storia, vincerebbe la palma d’oro?
Così ho deciso di rastrellare le pagine fan di Facebook per compilare una classifica, una top 30 demenziale, arbitraria e assolutamente non qualitativa, dei grandi fiorentini di ogni tempo, rimescolati nel grande calderone totalizzante del mondo social.
Questo è il risultato.
Un risultato di rara assurdità, che vede Dante Alighieri battuto di misura da Piero Pelù, Machiavelli stracciato da Masini, Michelangelo schiantato da Irene Grandi; Tiziano Terzani e Margherita Hack (giustamente) tra i migliori ma decisamente sotto al fortissimo binomio Panariello e Matteo Renzi, distanziati tra loro di una manciata di voti.
Eroi contemporanei, vedremo quanto effimeri.
In vetta, inarrivabile, Leonardo Da Vinci, ma solo perché Roberto Benigni da Vergaio risulta in quota Prato e non Firenze. Altrimenti non ci sarebbe battaglia: Benignaccio è di gran lunga il top-player toscano.
Nonostante la Gioconda, nonostante Dan Brown.
A seguire (di pochissimo) incalza Pinocchio, fiorentino celeberrimo ma, ahimè, immaginario.
Ma andiamo avanti.
Triste o glorioso, decidete voi (a me fa piacere) vedere il grandissimo caratterista Novello Novelli che, pur battuto da Giotto, si prende la rivincita surclassando Botticelli e Collodi (sì, Pinocchio sfonda sui social network ma il suo creatore arranca nelle retrovie…).
Decisamente strano scoprire a fondo classifica, tra i due e i tremila “like”, gente non del tutto irrilevante come Brunelleschi e Boccaccio.
Se si considera che Pieraccioni ne totalizza duecento volte tanti, qualche domanda è lecito porsela. Senza nulla togliere all’attore e regista di tanti film di successo.
Ci si consola con gli oltre 35000 “like” di Carlo Monni, che oltretutto batte per meno di venti voti nientemeno che Michelangelo Buonarroti… cioé, dico, mica pizza e fichi.
Son soddisfazioni.
Ma alla fine, questo non è altro che un gioco sciocco, degno delle “supercazzole come se fosse antani” di un grande signore fiorentino come Mario  Monicelli (diciassettesimo).
Perché i social network e le allucinazioni di questo tempo idiota prima o poi passeranno, ne sono certo, ma questi volti toscani pieni d’ironia, sarcasmo e intelligenza resteranno a dispetto di chi ritiene che la storia, l’arte, la letteratura siano da rimescolare tutti quanti in un intruglio pop senza più ritegno né ragione.
Ciao Monna, ciao Mario, ciao Renzo (Montagnani, un grande attore da rivalutare), ciao Tiziano, ciao Margherita, ciao Indro.
Le mode passano, voi resterete con noi per sempre.

LA CLASSIFICA

1. Roberto Benigni 2.323.724
2. Pinocchio 2.276.464
3. Leonardo Da Vinci 1.865.150
4. Panariello 848.877
5. Matteo Renzi 701.552
6. Margherita Hack 545.705
7. Leonardo Pieraccioni 416.382
8. Marco Masini 228.566
9. Piero Pelù 198.914
10. Dante Alighieri 161.834
11. Tiziano Terzani 151.122
12. Niccolò Machiavelli 123.759
13. Oriana Fallaci 122.123
14. Francesco Nuti 104.003
15. Massimo Ceccherini 81.655
16. Irene Grandi 70.519
17. Mario Monicelli 65.429
18. Carlo Monni 35.042
19. Michelangelo Buonarroti 35.025
20. Indro Montanelli 28.937
21. Carlo Conti 12.213
22. Giotto 8.803
23. Novello Novelli 7.620
24. Franco Zeffirelli 5.759
25. Sandro Botticelli 4.738
26. Carlo Collodi 4.351
27. Renzo Montagnani 4.152
28. Alessandro Benvenuti 3.592
29. Giovanni Boccaccio 2.900
30. Filippo Brunelleschi 2.561

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Michele Mingrone

Nato a Firenze con radici sparse tra Slovenia e Calabria, scribacchino sia su commissione che per losca e privata gioia, indefesso strimpellatore di chitarre e xilofoni, web content editor e grafico freelance. Ma, soprattutto, avido navigatore del nulla, cui dedica le sue energie con indefessa passione.