Ultimamente mi è capitato spesso, ok, non spesso, ma un paio di volte sì, che qualcuno mi dicesse che sono un po’ fuori dal giro. Così ci ho pensato un po’ su a questa cosa e non è proprio bello sentirselo dire. Ti senti tipo Johnny Depp alla fine di Blow (attenzione spoiler datato) quando è l’unico a sapere che la partita di carte a cui sta giocando è solo una messa in scena per arrestarlo. Ti senti come se ti mancasse qualcosa, come se tutti sapessero qualcosa e tu no.

Così se siete usciti un po’ dal giro del cinema, e visto i film che ci sono adesso nelle sale forse avete fatto anche bene, il titolo giusto per rientrarci è La mia vita da zucchina. Sì, un film d’animazione, roba fatta di plastilina e pongo ma con più anima di tutti i film usciti negli ultimi sei mesi. E no, non è al cinema perché ci è passato a dicembre ed è durato in sala quanto un gatto su una autostrada. Quindi probabilmente non lo avete visto.

È la storia di Icaro, che la mamma chiama Zucchina, una mamma però talmente alcolizzata che tira le cuoia cadendo dalle scale. Così Icaro finisce in una casa famiglia per ragazzini con storie come la sua, ragazzini come Simon, Ahmed, Jujube, Alice, Béatrice e soprattutto Camille con cui stringerà un’“amicizia” particolare. Ma non è solo un film, è una specie di abbraccio caldo e pieno di speranza. Un film capace di parlare di abusi e violenza, di bambini con storie difficili, di deprivazione e dolore, ma ha il merito di farlo in maniera delicata senza per questo risparmiare niente allo spettatore. Ha il merito di essere un piccolo film che racconta storie enormi senza esserne schiacciato. Ha il merito di farlo senza cadere negli stereotipi delle case famiglia lager e dei poliziotti insensibili, di ricordarci che dobbiamo e possiamo cercare e trovare la bellezza anche in storie piene di dolore. Perché la bellezza c’è, sempre. Quindi rientrate nel giro, guardatelo, fatelo guardare, diffondete la bellezza.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.