Con l’estate le feste paesane si moltiplicano, forse perché è piacevole andare in cerca di sagre, rievocazioni storiche, feste medievali (che abbondano nei nostri comuni e borghi limitrofi), per fuggire dalla calura della città e far fronte piacevolmente alle giornate infuocate!

Saltimbanchi, maghi, danzatrici del ventre e altre attrazioni riescono a ricreare il clima che si poteva vivere nelle feste di quei tempi, specialmente se vissuto in luoghi dal fascino antico, i piccoli borghi storici, meravigliosi gioielli architettonici. La musica, gli antichi mestieri e tutte le arti sono spesso ricreati fedelmente al periodo raccontato, ma l’aspetto gastronomico talvolta lascia un po’ a desiderare.

Questo post vuole ricordare i temi eno-gastronomici che potrete trovare nelle varie feste medievali e rinascimentali; soprattutto è interessante notare quali pietanze non erano in uso in quei periodi storici, cibi e prodotti che arrivarono solo dopo la scoperta dell’America, quindi introvabili nei periodi precedenti, divenuti poi di uso quotidiano e di cui oggi non possiamo fare a meno.

L’alimento principe è il pomodoro, ritenuto inizialmente velenoso ed importato come pianta ornamentale.

Le patate, anch’esse considerate velenose, perché i frutti che producevano provocavano intossicazione da solanina. Si consumavano solo le foglie della pianta, ora del tutto assenti sulle nostre tavole.

fagioli comuni, come li conosciamo oggi. In epoca romana e medievale esistevano solo i fagioli con l’occhio, che adesso sono coltivati principalmente in Toscana, Veneto e Puglia.

Il cacao arriva dalla cultura dei Maya, prodotto poi molto radicato anche nella nostra cultura.

Altri ancora fra cui il mais, il peperone, il peperoncino, la zucca  e anche il tacchino erano sconosciuti in epoca medievale e rinascimentale.

Non mi dilungo oltre, penso che quelli indicati finora possano bastare per farci capire l’entità dei cibi importati e così importanti oggi nella nostra alimentazione. Se mancassero, anche il nostro modo di mangiare cambierebbe totalmente. E allora… divertitevi con le rievocazioni e degustate tutti i piatti che vengono proposti e, se anche qualche alimento non sarà dell’epoca giusta, ma gradevole al palato, ne sarà comunque valsa la pena!!

Pomodori

Pomodori

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.