Dopo aver vinto per la quarta volta consecutiva il titolo di campione d’Italia di canoa, la Canottieri Comunali di Firenze potrebbe chiudere definitivamente i battenti. Il suo destino potrebbe infatti essere accomunato a quello della Rari Nantes Florentia, sua coinquilina sulla “famigerata” riva sinistra dell’Arno diventata all’improvviso il centro delle attenzioni non proprio amichevoli di Comune e Provincia. In poche e semplici parole: le strutture delle due società dovrebbero essere abbattute perché la loro presenza impedirebbe il regolare deflusso delle acque dell’Arno in caso di piena. Visto che si tratta di società che esistono da 80 (la Canottieri) e 100 anni (la Rari), la domanda che sorge spontanea anche a chi non capisce nulla di idraulica fluviale è “Perché solo adesso”? Domanda a cui gli interessati potrebbero rispondere con un semplice ma efficace “Se non ora, quando?”. A parte gli scherzi, è vero che i tempi delle pubbliche amministrazioni talvolta possono essere un po’ lunghi, ma qui forse si è esagerato. Il problema dovrebbe essere risolto spostando entrambe le strutture da un’altra parte, probabilmente sulla riva destra. Dove però ancora non si sa. Insomma, prima distruggiamo tutto. A ricostruire ci penseremo poi. Sì, ma quando “poi”? Un brivido corre lungo la schiena al pensiero che i tempi potrebbero essere quelli che ci sono voluti per accorgersi che le due strutture “davano fastidio”. Una vicenda grottesca e sintomatica di molte patologie. Alla fine di tutto questo pandemonio resta un’unica considerazione: se le strutture (dove sono ora) hanno retto a una piena come quella del 1966 dovrebbero reggere anche in caso di (speriamo di no) altre inondazioni.

Saltando di palo in frasca ma restando fedeli allo spirito di questa rubrica, ci preme di segnalare che lo scorso fine settimana si è svolto a Rimini il campionato europeo di flipper. Vinto dalla  Germania, che ha battuto in finale la Spagna. Il terzo posto della Finlandia riscalda i cuori di chi credeva che, viste le finaliste, si trattasse ancora e sempre di calcio. Quarta l’Italia. Dopo il calciobalilla e le freccette, credevamo di aver visto tutto. E invece no.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.