Sottofondo musicale consigliato:
https://www.youtube.com/watch?v=bPy4EkxjqdA

Ho legato questo testo alla musica perché in fin dei conti il tornio è un po’ come il pianoforte. Bisogna abbinare il movimento dei piedi, con i pedali, a quello delle mani che, ruotando, nel caso del tornio, con un procedimento apparentemente senza sforzo – proprio come nel caso del pianista che sembra non compiere sforzi nell’eseguire con naturalezza i più complessi componimenti – da una palla di creta riesce ad estrarre le più disparate forme in un processo sicuramente intriso di magia. Non è questa musica?

Ispirato da queste note provo a ruotare intorno all’argomento come se lo stesso mi accompagnasse in un breve viaggio e dal suo movimento mi lascio guidare. E così il mio roteare mi conduce dalle informazioni rapide e immediate dell’enciclopedia Wiki che mi raccontano delle prime ruote da vasaio apparse intorno al 3000 a.C per diventare poi strumento più diffuso tra il 600 e il 300 a.C. soprattutto tra Grecia ed Egitto, fino alle notizie più tecniche estrapolate da un recente manuale “L’uso del tornio in ceramica” di Mary Chappelhow, Ed. il Castello.

Ma il mio gravitare facendomi foggiare dal testo non mi soddisfa e così mi spingo verso luoghi reali dove poter essere informato. Ho scoperto che a Sesto Fiorentino vive e lavora un ceramista che ha avuto la fortuna di lavorare per importanti progettisti. Si chiama Alessio Sarri. Mi ha stupito incontrarlo da solo nel suo laboratorio costellato di forni. Un luogo magico, grande, inzuppato di storia e di storie. Ha stupito me e Maurizio, mentre lo intervistavamo, vederlo commosso dinanzi agli ultimi lavori di Ettore Sottsass, realizzati da lui.  Più di 100 varianti di colori fedelmente riprodotte dagli acquerelli del maestro. I colori di quelle opere sono da soli un’esperienza.

Prima di incontrare Sarri ho cercato notizie, strumenti. Quelli veri.  Il tornio può essere a pedale o elettrico e di questi tipi ne esistono diverse versioni, ancora una volta come il pianoforte, a coda, a mezza coda, verticale, elettrico, digitale ecc… Per non parlare dell’infinità di strumenti utili alla lavorazione dell’argilla. Calibri, punteruoli, coltellini, spatole, spugne, filo metallico, spillo, mirette, sagome, strumenti di bambù e tutti questi attrezzi vantano un’infinità di varianti ognuna delle quali consente lavorazioni differenti. Come le mani del pianista che si alternano, tra melodia, ritmo e armonia, in generi differenti.

In questo mio viaggio fra due mondi paralleli mi manca la partitura, la scrittura, il progetto. E così chiamo Eva e Matteo perché so che hanno progettato e lavorato oggetti metallici realizzati al tornio, perchè con diversi tipi di tornio si lavora anche il legno e i metalli. E qui la musica cambia, il movimento è più duro, incisivo, l’ottone, stabile nella sua rigidità, si lascia modellare trasformandosi in curve armoniche perfette dove la geometria è ottenuta dall’apparente semplicità del  continuo movimento.

Ma nella realtà nulla è semplice, tutte le persone citate in questo testo hanno studiato, imparato, hanno vissuto l’eperienza dell’arte e del progetto con le loro mani applicandosi e ricercando e in qualche modo viaggiando nel tempo, esperienza per ora consentita solo al nostro cervello.

Visita consigliata: Alessio Sarri, ceramista di Sesto Fiorentino.
Un ringraziamento ad Eva Parigi e Matteo Zetti di  Zpstudio  autori di questo video: http://vimeo.com/89896384  
Ah dimenticavo, se volete provare il tornio contattate Fablab Firenze, vero Mattia Sullini?

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