Il mio primo “road trip”, il primo viaggio in macchina sulle strada dell’America che noi tutti da sempre vediamo nei film, dal Texas, all’ Oklahoma, dal New Mexico, al Colorado, all’ Arizona. Quello che nei film ci attrae sono gli orizzonti a perdita d’occhio, le strade lunghe e dritte di cui non si riesce a vedere la fine, ed i panorami immensi e grandiosi che il “Nuovo Mondo” ci offre. Quello che nei film ci sfugge sono le distanze e le 9 ore e mezzo di macchina che ci vogliono ad andare da Oklahoma City a Santa Fe sicuramente mettono alla prova!
Io sono fiorentina e se mi metto alla guida per  9 ore mi trovo che so io, a Praga, cioè  in un’altro paese, con un’altra lingua, altre usanze, altro cibo, altri costumi…
Questo continente è immenso e tanto diverso dal punto di vista paesaggistico, quanto paradossalmente tutto uguale dal punto di vista sociale e culturale. Si guida per ore e ore e di tanto in tanto, come una litania, come un’ inquietante certezza, come l’eterno ritorno di Nietzsche ci si imbatte nei soliti fast food e centri commerciali, anche nel mezzo del niente!
D’altro canto le bellezze naturali che questa terra offre, ed i miti, e le storie, il respiro che si fa profondo, l’orizzonte vasto, non si può paragonare a niente altro.
Ci si sente piccoli, insignificanti e ci si sente liberi e ossigenati perché pare ci sia posto per tutto e tutti, finché non si arriva nelle riserve indiane dell’Arizona, alle porte del Gran Canyon e guardando da lontano le case fatiscenti dove i Navajo sono stati relegati, non si può fare a meno di sentire un groppo in gola.
Terra di contraddizioni, terra di libertà e schiavitù, terra di immensi spazi ma visioni talvolta opprimenti e limitate. Terra di panorami mozzafiato dove però il livello medio di cultura e coscienza civile ha l’orizzonte molto limitato, mi duole dirlo ma è vero!
Gli americani, soprattutto nel centro degli Stati Uniti, sono solitamente isolati dal resto del mondo, vivono nel loro guscio, pensando di essere il centro dell’universo. Non voglio certo entrare in discorsi di stampo politico qui, ma ci sono cose qui che mi fanno davvero venire la pelle d’oca. Esempio: un numero consistente di “conservatori” pensa che sia nostro dovere usare tutte le risorse naturali che Dio ci ha dato, per evitare di farLo arrabbiare qualora torni (Dio) nel giorno del giudizio e veda che i suoi figli non hanno usato tutto ciò Lui aveva messo a loro disposizione…
Ed infatti, si entra in una camera d’albergo, anche in alta montagna, con 17 gradi fuori, ed il termostato è settato su 16 gradi, perché l’aria condizionata va sempre accesa…
Oppure non si mangia altro che carne rossa qui, hamburgers e bistecche come piovesse; burro e salse dolciastre, piene di OGM, ed anche il pane è dolce perché ci mettono lo zucchero dentro!!
Questi sono solo alcuni degli aspetti che mi fanno un po’ odiare questo paese…però poi, come dicevo, ci si trova a guidare tra paesaggi lunari e surreali, con la Monument Valley in lontananza, con la polvere che rende il cielo rosa e giallo, e quando d’uno tratto “si gira l’angolo” e si arriva al Grand Canyon…beh, ci si mette zitti perché di fronte a tanta maestà si diventa piccoli e umili, e si tace in religioso e rispettoso silenzio.
Ho camminato lungo le sue pendici questa mattina, con un condor che volava sopra di me (apertura alare 1,8 metri!), con scoiattoli e farfalle multicolori attorno. Ho respirato profondo e volato con l’immaginazione e non dico niente altro perché non si può spiegare cosa vuol dire stare in mezzo a rocce che hanno quasi due miliardi di anni di età.
Mi sento stordita e piccola, molto piccola!

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.