Come sui bussoni a due piani Florence Sightseeing proseguiamo il nostro tour turistico arricchendo di un altro fossile quel cimitero degli elefanti che è l’architettura contemporanea a Firenze.

Nel 2002 viene indetto dalla BTP (Baldassini-Tognozzi-Pontello) un concorso di progettazione per il recupero dell’ex area Fiat di Viale Belfiore, di sua proprietà. La selezione a inviti patrocinata dal Comune di Firenze, vede vincitore l’architetto di grido Jean Nouvel, il cui nome viene sventolato dai promotori come la coppa del mondo a Berlino 2006: un edificio progettato da un architetto di grido porterà, si diceva, prestigio alla città oltreché assicurare sicuro successo di vendita commerciale, come appiccicare su un pantalone la griffe di Dolce & Gabbana. Il Comune gongola.

Neanche un fuscello spostato e già nel 2005 l’architetto di grido, capita l’antifona tutta italiana, si mette a gridare per davvero. Il costruttore-proprietario pretende una revisione massiccia del progetto perché troppo poco standard e quindi poco commerciabile. Vuoi per la contingenza economica del mercato, vuoi per gli esorbitanti costi di un edificio di qualità, si cambia rotta e, al posto dei pantaloni di Dolce & Gabbana, può andar bene anche un Rifle. E buonanotte alla coerenza. E buonanotte allo sventolamento dell’operazione di prestigiosa commerciabilità. L’architetto di grido, essendo francese, si ricorda che nel 2000 agli Europei, al 118’, cioè alla fine dei supplementari, la Francia ribaltò il risultato strappandoci la coppa. E allora decide di cambiar rotta prima lui, si oppone a quanto gli viene richiesto, gridando che no, o Dolce & Gabbana o morte.  D’altronde, sei te che sei venuto fino a Parigi e sei entrato nel negozio di Dolce & Gabbana. Per fare cosa? Per comprare un Rifle?

Nel 2007, incassa il risarcimento per il lavoro svolto e per non aver voluto progettare quello che il costruttore aveva, inspiegabilmente, non chiesto di progettare nel bando. Saluti alla curva. Qualcuno in città grida allo scandalo, chi per lesa maestà architettonica, chi per lesiva condotta capitalistica. L’Assessore pretende spiegazioni, perdindirindina! Il Comune ciondola.

Ora, io i pantaloni li compro al barroccio del mercato delle Cascine dove è pieno di venditori di grido, nel senso che urlano “Venite donne!”. E non capisco i concorsi ad inviti. Non credo nelle elite ma, anzi, che la qualità possa giungere da qualsiasi parte. Basta saperla cercare. Basta non farsi prendere dalla sindrome del riccone che sfreccia con la Ferrari nuova sui viali appositamente asfaltati dall’amministrazione.

11 anni dopo ci ritroviamo, fossilizzato in uno dei punti nevralgici della città, un cantiere, o meglio, un cratere, come quello che fu generato dal meteorite che estinse i dinosauri. Solo che quello estinse i dinosauri.

foto da: http://nonsolosanjacopino.blogspot.it/2013/04/documento-preliminare-di-verifica-di.html

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Emiliano Pierini

Emiliano Pierini, architetto, proviene dagli anni settanta. E’ nato, ci vive e ci lavora, a Firenze (ci cazzeggia anche). Ama osservare lo spazio che ci circonda da Google Earth fino al particolare più piccolo. Ma anche fantasticare su mondi immaginari. Ama la fantascienza, la metafisica, la nebbia. Di schiacciate alla fiorentina ne può mangiare anche tre di fila.