Da un po’ faccio sempre un sogno ricorrente, sempre lo stesso, notte dopo notte. Non è un bel sogno. Mi sveglio sempre col cuore in gola, poi mi alzo dal letto e in piedi davanti alla finestra guardo fuori la luce dei lampioni che si perde nel campo oltre la strada. Nel sogno ci sono io, ho circa 67 anni e sono al Flora in piazza Dalmazia, e capisco che è un sogno perchè ho parcheggiato proprio davanti invece di parcheggiare all’Adriano come mi capita nella realtà. Con me ci sono i miei dodici nipoti, anche questo mi fa pensare che stia dormendo, perché mi sono riprodotto e ho dato vita ad altri piccoli me stessi che si sono riprodotti a loro volta. È un sogno per forza.

Li ho convinti a venire al cinema con me perché c’è un film con Tom Hanks. A un certo punto capisco di aver sfrangiato i testicoli dei miei nipoti nei giorni precedenti facendogli vedere film come Big, L’erba del vicino e L‘ultima battuta. Lo capisco perché mi guardano storto e sospirano dicendo cose del tipo: “No un altro film con quella cariatide di Tom Hanks no. Ma i’ nonno non lo vede che ormai sembra un baccello alieno mummificato?” E altre cose del genere.

Io ci soffro nel sogno, perché vorrei che i miei nipoti sapessero a memoria le battute di Turner il casinaro come me. Ma a loro non interessa e insistono per andare nella sala B dove c’è il primo episodio di una saga fantasy su degli adolescenti che hanno il potere di trasformarsi in cucchiaini da caffè e che s’impegnano per salvare il mondo dal diabete rifiutandosi di girare su se stessi. Ma io odio le saghe fantasy. Ai miei tempi i film avevano una fine. Così li zittisco in modo burbero come un nonno qualsiasi e il film comincia, dopo due secondi capisco che è quel polpettone di Saving Mr Banks perché Colin Farrell sembra Cesare Maldini in versione ottocentesca mentre Tom Hanks è li che non riesce nemmeno a strizzare gli occhi. Sembra una fesa di tacchino della Lidl talmente gli hanno tirato la pelle. I miei nipoti cominciano a rumoreggiare, a un certo punto il più piccolo dice: “ma non potrebbero rottamarli i’ nonno e Tom Hanks?”

È allora che mi sveglio di soprassalto. Poi in piedi davanti alla finestra, una volta che mi è rientrato il cuore nella cassa toracica, ripenso al sogno e mi dico che un po’ è anche colpa mia, mi prometto che non sarò mai un nonno burbero e che sceglierò i film insieme ai miei nipoti semmai ne avrò. Che anche quando sarò vecchio spiegherò sempre le miei posizioni senza tagliare corto con la storia dell’esperienza. Ma soprattutto non porterò più nessuno a vedere un film con Tom Hanks, almeno non fino a che non gli sganciano i tre metri di pelle che gli hanno legato dietro la nuca per farlo sembrare un trentenne.

Fonte foto: disneyandmore.blogspot.com

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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