presentazione (2)Può il rugby essere uno strumento didattico o di recupero di personaggi oramai fuori della società? Questo è il dubbio principale che ci siamo trovati ad affrontare durante la presentazione del libro “Per la liberta” di Antonio Falda.
Lo scorso venerdi presso il cinema Stensen si è appunto tenuta la presentazione di questo racconto, di un viaggio nelle carceri italiane nel tentativo di capire cosa può celarsi dietro al progetto della creazione di varie squadre di rugby composte da detenuti.
Non voglio in alcun modo recensire il libro, chi ne è ben più in grado lo farà sicuramente in maniera adeguata, voglio soltanto provare a spiegare cosa sta accadendo a Firenze e raccontare le emozioni di chi ne è direttamente coinvolto.

Da un anno a questa parte anche a Firenze, per la precisione nel carcere di Sollicciano, abbiamo una squadra di detenuti. Ho avuto occasione di parlarne tempo fa con Alessandro Ippolito, uno degli educatori interessati nonché giocatore della prima squadra del Firenze Rugby (ora i Medicei, dopo la fusione con i Cavalieri) il quale mi ha invitato alla presentazione.

Tanti sono stati gli argomenti toccati dall’incontenibile Antonio Falda il quale ha dedicato un intero capitolo al progetto dei rugbisti fiorentini.
In primis l’emozione, quella di chi a questa idea ha dedicato il proprio tempo fino ad arrivare a quella provata da chi, per la prima volta, varca le porte di una galera.
Per passare poi a questioni più pratiche come ad esempio l’impatto che può avere un gioco come il rugby, nel quale il rispetto delle regole è fondamentale, su personaggi che le regole oramai le hanno infrante. Per diritto di cronaca è stato riscontrato un cambiamento di atteggiamento nei giocatori.
L’effettiva utilità della operazione è stata poi messa in dubbio, visto che una volta usciti di galera, i ragazzi si trovano spesso abbandonati a se stessi e spesso nello stesso contesto che li ha portati a delinquere.

Sono troppi i racconti da riportare. Mi limito a dire che anche stavolta la comunità rugbistica di Firenze ha dato nuovamente lustro alla città, promettendovi di tornare quanto prima sull’argomento.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.