Oggi “Non di solo calcio” si occupa di rugby. Si gioca in questo periodo dell’anno infatti il torneo delle Sei Nazioni, una specie di campionato europeo che vede in lizza le quattro squadre britanniche, oltre a Francia e Italia. Il Sei Nazioni è (meritoriamente) trasmesso da DMAX, canale 52 del digitale terrestre. La Rai lo ha perso da anni. Come ha perso tutto, compreso un evento fondamentale come le Olimpiadi invernali (e in gran parte anche quelle estive). Vedere giocare una partita di rugby nella cornice del Sei Nazioni è un’esperienza unica, che può solo avvicinare a questo sport. Stadi bellissimi, pieni fino all’inverosimile, entusiasmo alle stelle, suoni, colori, nessuna traccia di violenza. Un vero e proprio happening. Straordinario e irrinunciabile. Del resto il rugby, nei paesi anglosassoni e in Francia, è quasi una “religione”, una scuola di vita.

Da alcuni anni l’Italia è stata ammessa nel torneo (prima si chiamava appunto Cinque Nazioni). E subito il rugby è diventato uno sport seguitissimo. Basta ricordare il Franchi esaurito per un Italia-Australia di poco più di un anno fa. Sebbene i risultati della nazionale non siano (ahimé!)  brillantissimi. Del resto anche il 30 a 10 subito a Parigi domenica scorsa evidenzia il gap che, con non molte  eccezioni, si fa fatica a riempire.

Il rugby è uno sport trascinante, entusiasmante, in cui la tensione è sempre a livelli altissimi.  Non ci sono pause. È un tentativo ininterrotto, da parte delle due squadre, di conquistare terreno per andare al di là della linea di meta. Uno sport dalle molte regole spesso difficili da comprendere, che andrebbe seguito − almeno secondo chi scrive − come puro spettacolo, lasciandosi travolgere dall’onda incessante del movimento. Anche perché spesso l’ovale (come è chiamato familiarmente l’oggetto del contendere) sparisce alla vista, sommerso dalla moltitudine dei giocatori.

La più nota squadra di rugby della nostra città è l’ultraottantenne «Rugby Firenze 1931». Il suo campo di gioco è il Padovani, patria del rugby fiorentino. La squadra milita nel campionato di serie A, che però non è la massima serie. Al di sopra c’è infatti l’Eccellenza, con le squadre più titolate. L’«Aeroporto Firenze» (per usare il nome sponsorizzato) non naviga però in buonissime acque. O meglio… non vola in cieli tranquilli. È penultimo in classifica e ha perso le ultime due gare, sia pure con squadre di livello superiore. La cosa che ci ha più incuriosito, andando a cliccare sul sito, è la presenza di squadre giovanili under 10. E addirittura di under 8 e 6 (se non fosse così, qualcuno ci avverta). Come dire: se il rugby è maestro di vita, meglio iniziare ad averci a che fare fin da piccoli.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.