Il 25 aprile, giorno della Liberazione, i Canottieri Comunali hanno lanciato il guanto di sfida a chi vorrebbe radere al suolo la loro storia. Un Open Day per ribadire che esiste un’eccellenza fiorentina che qualcuno vorrebbe far sparire da dove si trova − cioè a due passi dal ponte da Verrazzano − perché le sue strutture sono ritenute un pericolo per la città in caso di piena dell’Arno. Ma, tranquillizzano le amministrazioni interessate, si tratterebbe di spostare il tutto da un’altra parte, sempre sulle rive del fiume perché le canoe stanno nell’acqua e non si possono mettere a Fiesole oppure al Piazzale. Semplice, se non fosse per il fatto che il posto alternativo adesso non c’è. Per ora esiste solo un programma di distruzione e di smantellamento. C’era anche una data precisa, il 5 maggio, per dare inizio alle operazioni. Ma le elezioni incombono e forse a qualcuno dell’amministrazione non è sembrato produttivo ritrovarsi una patata così bollente tra le mani a venti giorni dal “giorno del giudizio” degli elettori. E allora si è spostato tutto un po’ più in là. Chi dice il 31 dicembre, chi invece parla dell’autunno. Il progetto, però, è solo rimandato.

Nel frattempo i dirigenti dei Canottieri non sono stati con le mani in mano. Hanno proposto di rimettere a nuovo, a proprie spese, i locali della Greppia, la ex pizzeria ormai ridotta a dormitorio per homeless. Ma anche quelli, secondo il progetto “tabula rasa” dovranno essere buttati giù. Esiste tra l’altro un parere dell’Autorità di bacino che afferma che quella parte dell’Arno è sicura e non presenta pericolosità. Le posizioni delle amministrazioni interessate sembrano però molto rigide e poco collaborative. Sembra che nel tempo limite di quattro anni tutta la riva sinistra dell’Arno dovrà essere liberata e diventare come era alle origini. Cioè oltre un secolo fa, visto che la Rari Nantes, l’altra società coinvolta suo malgrado in questa faccenda, ha cento anni e i Canottieri Comunali festeggiano quest’anno gli ottanta.

E dopo, una volta fatta piazza pulita? Qui non si entra nemmeno nel campo delle ipotesi ma direttamente in quello delle illazioni. Tutto sarà lasciato vuoto, “nature” come si dice? Oppure c’è già qualche progettino nel cassetto da aprire al momento giusto?

Firenze sta fagocitando se stessa. Dimentica tutto, anche le proprie eccellenze, visto che la Canottieri è la società più titolata in Italia nel suo settore (e anche la Rari non è da meno), e scopre improvvisamente l’intransigenza. Un condono, come tanti se ne fanno, forse basterebbe per sanare tutto e per far restare in vita un pezzo illustrissimo della sua storia.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.