Questo è Pietro. Ha quattro anni – quasi e mezzo.
Ha deciso da solo: di salire sulla scala e poi di lanciarsi giù.
Senza pensarci due volte. Senza un attimo di esitazione.

E poi c’è Tommaso. Quattro anni pure lui.
Anche lui ha scelto da solo. Però s’è preso un po’ più di tempo, prima di decidere.
Ha fatto un giro per la caserma e poi è tornato ai piedi della torretta: “Lo voglio fare anch’io!”.

Siamo alla Festa dei Vigili del Fuoco, al Distaccamento di Firenze Ovest. Sabato scorso. Insieme ad un mucchio di altri bambini. E mamme. Nonne. Babbi…. Imbracati e “guidati” dai vigili del fuoco, i bambini possono provare a salire sulla scala dei VVFF. Un’occasione imperdibile.
Li ho incoraggiati, mentre salivano con fare sicuro e spedito.
Li ho fotografati. Applauditi.
Li ho baciati quando sono tornati da me.
E però non ho avuto paura. Li ho guardati mentre si buttavano dal secondo piano. Ed ero felice, e basta! Felice per loro. Che avevano un sorriso meraviglioso stampato in faccia.


Poi la sera: dopo la pizza, le fragole, gli zii, le risate e i racconti… Quando tutti ormai dormivano, ho riguardato le foto.
M’è preso un colpo! Non mi ero resa conto, sul momento, di come fossero saliti in alto. Di come fossero piccini – lassù. Di come fossero “soli”.
Ho spento il computer. E sono andata da loro. Sono entrata nella penombra della camerina e mi son seduta per terra. Di fianco ai loro lettini. A un centimetro dal loro viso.
E: sono meravigliosi i bambini mentre dormono. Potrei starci ore, a guardarli.
Fifoni o coraggiosi che siano.
Innamorata, perdutamente.

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.