Grazie a TuttaFirenze posso scrivere di enogastronomia, o, più semplicemente, posso esprimere il mio pensiero sul mondo del cibo. L’occasione è ottima per raccontare storie, descrivere sensazioni e profumi che rappresentano questo mondo.
Le pietanze non si esprimono soltanto nel gusto, nei profumi, nella bellezza dei piatti o nella genuinità degli alimenti, ma anche nelle storie che esse contengono. Ogni piatto, ogni vino può raccontare aneddoti e leggende bellissime, o più semplicemente la storia del proprio territorio di origine.
A partire da oggi, ogni quindici giorni, porterò alla vostra attenzione una ricetta di stagione, che può riguardare la cucina tradizionale, quella contadina e cosi via. Tutto questo con l’intento di  stimolarvi a realizzarla o più semplicemente a confrontarla con varianti o vecchie ricette della nonna. Il nostro non è un blog, ma potrete inviare i vostri commenti andando sulla pagina di Facebook di TuttaFirenze.

Sul post precedente ho scritto sui colori dell’autunno e sui suoi profumi. Oggi vi propongo il dolce tipico del periodo, la schiacciata con l’uva, che non può disertare le nostre tavole. A costo di sembrare nostalgico, devo ammettere che il profumo che emanava quella della nonna, era più delicato, nonostante la ricetta, almeno credo, fosse la stessa:
prendete della pasta di pane o fatela voi stessi. Metà della pasta stendetela e posatela in una teglia ben oliata, sopra poneteci degli acini di uva “cannaiolo”  e cospargetela di zucchero.
Stendete anche la pasta rimanente ponendola come secondo strato, sopra mettete l’uva rimanente, lo zucchero e del ramerino, infornate per almeno 30 minuti a 200°.
La schiacciata va mangiata ben raffreddata,  dando modo allo zucchero di amalgamarsi all’uva.

Questa è la ricetta base, ma non so perché, mi sembra anonima. Non avrò mica dimenticato un ingrediente essenziale?

Chiedo aiuto ai lettori, integrate pure la ricetta con gli ingredienti che utilizzate abitualmente, chissà che non venga fuori una “ricetta strepitosa” da condividere con tutti!

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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Vino acquarello