A volte viene voglia di vivere in un’altra città, che so a New York o, come va di moda ora, a Sidney e mi chiedo sempre: ma come veramente si vive, al di là degli stereotipi da reportage televisivo? Ed uno straniero potrebbe a sua volta chiedersi: come si vive a Firenze?
Ci risponde Vanni Santoni, in una corsa senza fiato, attraverso il racconto dei suoi personaggi: giovani senza meta fissa, studenti zingari, stranieri e non, che traversano Firenze dall’interno suo più intimo. Così ci viene incontro Lindsay, americana tramortita dal suo stile di vita, fra liquidi alcolici di ogni tipo, arte classica e vomitate ad arte (anch’esse classiche, ma decisamente meno chic); Duccio, una sorta di pallina da flipper senza punti di riferimento, annoiato e depresso, che per caso scrive un romanzo; o la coppia di amici Repa e Bekko, che fiutano prede femmine in improbabili feste notturne e che rimbalzano costantemente trafitti da rifiuti sbadigliati; ci imbattiamo in Ashlar, avvocato magrebino, che per sopravvivere spaccia di tutto; e Annabel, fotografa, ma solo in teoria, che mangia ragazzi e li sputa come una cinica mantide; o suo padre incaponito nel penoso tentativo di scrivere un libro sulle porte medievali di Firenze. E infine l’ultima figura, Maddalena, che chiude il cerchio a S. Miniato, al cimitero delle Porte Sante, riflettendo sulla sua fallimentare esperienza di regista.
Le storie si trasferiscono da un personaggio all’altro, appena le strade delle loro vite si incrociano e il racconto “passa” dall’uno all’altro, come il testimone in una finale olimpica, con un ritmo incalzante e una stesura priva di strutturazione proprio come accade nella vita, senza un ordine stabilito, ma con la casualità più bizzarra.
Scrittura moderna, veloce, e piena di termini nuovi (una volta si sarebbero chiamati neologismi) che a volte insiste un po’, in enumerazioni geografiche troppo indulgenti.
Gradevolissima lettura e alla fine, insomma – e ‘un gli si da foco a Firenze, via! –

 

Edizione commentata
Vanni Santoni, Se fossi fuoco, arderei Firenze, Editori Laterza, Roma, 2011

 

 

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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