Già, se una notte d’estate… ma mica sono tutte uguali le notti d’estate!
Vediamo di capirci! Andare in vacanza con l’idea di scattare qualche foto di voi stessi mentre tenete in mano il logo di tuttaFirenze mica è venuta a me! Però, vuoi per spirito di squadra, vuoi per spirito e basta, ho accettato di farlo.
Sembrava una cosa facile-facile come apporre sul Campanile di Giotto la bandiera sventolante di tuttaFirenze e invece..
Insomma, vi è mai capitato qualcosa di inconsueto e bizzarro durante un viaggio? Ecco, a me quest’estate, in una notte tranquilla come tante è proprio accaduto questo: sono incappato in un “Tunnel di Einstein-Rosen”, insomma, quel particolare fenomeno indimostrato che chiamiamo Worm-Hole, roba da Star Trek per intenderci, e ho iniziato un viaggio incredibile che ancora non è terminato.

Attraverso questo tunnel spazio-temporale ho raggiunto posti ed epoche diverse; in questi luoghi ho incontrato creature note e ignote, ambienti e fatti di cui via via narrerò per sommi capi le peculiarità e le bizzarrie che la Storia ufficiale ha nascosto.

In questa arbitraria “Successione di Fibonacci” e Nastro di Möbius dove tempo e spazio si sono intrecciati ho incontrato numerosi paradossi alcuni di questi ben riconoscibili altri un po’ più nascosti o di difficile individuazione. Quello che sto per narrarvi è un viaggio fra meraviglie e orrori. Sì orrori, visto che ci sono anch’io.
E non fate quella faccia! Vi vedo eh?
Io almeno la faccia ce l’ho messa davvero!
Diamo dunque inizio a questa rubrica dove, dalla prossima settimana vi narrerò quanto ho promesso.
Slacciate dunque le cinture!
Sì, almeno vi sentirete più liberi di alzarvi e scappare! Perché molti degli incontri che ho fatto (e le foto che ho scattato lo dimostrano) sono davvero impressionanti!
Ah, la foto del Campanile di Giotto è ovviamente un fotomontaggio.
Sì, perché nella realtà dove sono stato, il Campanile di Giotto lo aveva realizzato il Brunelleschi!

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Umberto Rossi

Umberto Rossi, svolge segretamente la professione di artista concettuale. Purtroppo per lui. Inizia la sua attività di autore satirico in fabbrica dove, rischiando il licenziamento, fonda insieme ad un gruppo di amici sindacalisti una rivista demenziale a cui da il nome de “L’Osmannaro”,
subito inghiottita dall’oblio. Continua poi la sua collaborazione come illustratore e autore satirico (sia articoli che vignette, strip e rielaborazioni fotografiche e illustrazioni) con riviste e quotidiani di varia natura e fortuna. Inizia nel 1985 con “Nonsolocorsi” una rivista di annunci pubblicitari ormai defunta; poi passa al glorioso e rimpianto “Paese Sera” per un’edizione locale; continua con “La Gazzetta di Firenze” e “La Gazzetta di Prato”, con il quotidiano “L’Opinione” in una edizione locale.
Collabora con “L’informatore” della Coop di Firenze e con alcune riviste satiriche (tutte estinte) quali “Mai dire Sport”, “Fegato”, “Harno” (creata da Cavezzali) “La pecora nera”, “La Peste”, “Par Condicio”, “Veleno” e altre amenità. Autore satirico riluttante cerca di mantenere la sua indipendenza evitando il più possibile di pubblicare.