La mia vita è uno zoo – Cameron Crowe

Se qualcuno si mettesse per strada a prendere la gente a secchiate di miele, di quello più liquido e appiccicoso, tipo d’acacia, durerebbe più o meno una ventina di minuti. Poi probabilmente le vittime insieme a poliziotti, ambientalisti e sostenitori dell’uso responsabile delle risorse, dopo averlo linciato lo porterebbero via di forza facendogli passare tutta una serie di guai giudiziari.

E pensare che la cosa finirebbe così mi fa uscire di testa. A voi non fa incazzare? Voglio dire, non è pece, non è acido muriatico, stiamo parlando semplicemente di miele. Cristo santo, sarà appiccicoso, denso e difficile da togliersi di dosso, probabilmente vi rovinerà i vestiti ma è solo merda zuccherina! E l’unica cosa che potrebbe farvi di male, sarebbe addolcirvi.

Già, addolcirci.

Non sarebbe bello? Sentire tutta quella roba dolciastra sulla pelle? Sentirla passare attraverso i vestiti, impiastricciarci i peli, forse perfino ammorbidire le nostra ossa. Così, all’improvviso, mentre magari stavamo camminando veloci per strada con lo sguardo incazzato e la testa ripiena di pensieri amari.

Sarebbe bello, fidatevi.

Roba da farci dimenticare tutte le cose che vanno storte nella nostra vita.

E si, lo so, non ci sarà nessuno domani che ci prenderà a secchiate di miele per strada, perché la gente purtroppo non fa cose del genere. Però, anche se non è la stessa cosa, c’è uno come Cameron Crowe che fa film come La mia vita è uno zoo, roba da cui i diabetici dovrebbero girare alla larga. Perché il regista del bellissimo Elizabethtown fa solo film esagerati, e noi di tutta Firenze vi consigliamo in questa calda estate di rivedervi tutta la sua filmografia (tranne l’orrendo Vanilla Sky) proprio partendo dall’ultimo film con Matt Damon e Scarlett Johansson. Perché come tutti i film di Crowe è pieno  di robe sul passato, sulla famiglia, su gente che muore e su gente che ci deve fare i conti, e su canzoni bellissime e ragazze che arrivano nel momento giusto e ti salvano la vita. E se non piangete durante la scena finale di La mia vita è uno zoo, beh, probabilmente non avete un cuore.

E si, so anche che i film di Cameron Crowe non sono roba raffinata, che sono solo secchiate di miele che impiastricciano i peli. E allora? Che male c’è?

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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Mario McFly