mostra Non hai visto tutto quello di cui sono capaci le persone se non sei stato al buffet di una conferenza stampa.

Non posso negare che ce ne siano alcune dove resisti solo perché hai letto “seguirà buffet” sull’invito, ma quelle due parole sono confortanti quanto terrorizzanti. In caso di appuntamenti poco clamorosi puoi salvarti arraffando pizzette per chiudere il buco nello stomaco di una mattina di lavoro, ma ci sono situazioni in cui lo stuolo di “addetti ai lavori” si amplia, includendo persone a cui non sai dare una collocazione. Frugando sotto uno spesso strato di pelliccia, oltre il bagliore degli orecchini, trovi quella che forse è stata una giornalista, o una consulente di qualcosa, un’esperta di qualcos’altro. In ogni caso ora è lì davanti a te, pronta ad azzannare il cameriere se non rifornisce il tavolo. Gli esempi più lampanti sono le conferenze stampa di Palazzo Strozzi. Tra le più frequentate che abbia visto, nella bellissima altana. Sono mattinate piacevoli, perché puoi visitare la mostra e dopo, non sono così nobile da non tenerne conto, si mangia sempre bene. Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim è una mostra che merita davvero, dove anche se l’arte non rientra tra le tue competenze puoi dire di aver visto dei bei colori, e poche Madonne.

Si son fatte le due: ora si mangia, poi si vola a scrivere. Mi metto in coda, ed ecco che le vedo: le impellicciate. Assoluto terrore: sono sia davanti che dietro di me. Hanno braccia lunghissime, tentacoli con cui arraffano cibo da ogni parte, sopra sotto orizzontale verticale diagonale. Le cameriere le invitano a restare davanti al tavolo, ma loro non ammettono attese, tavoli vuoti e scarsa scelta. Una signora è rimasta più di mezz’ora ad aspettare il riso, perché la pasta non le piaceva, e il cameriere le aveva detto che sarebbe arrivato il risotto. Si è messa accanto a lui ad aspettare, come se avesse ordinato un piatto al ristorante o fatto lo scontrino. Quando sono andata via era ancora lì. Le altre intanto si avventavano sulle bruschette al pomodoro come fossero caviale. Signore, è pane e pomodoro, lo mangiavano in tempo di guerra.. Probabilmente anche voi.

Una volta ho letto che la civiltà finisce dove inizia il buffet. “Seguirà buffet” è l’inizio della fine.

 

 

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.