Ero alla mensa di Ingegneria quando ho sentito uno studente commentare: – In fondo Che Guevara ed Hitler sono della stessa pasta… – COSA?!!! Ma vogliamo scherzare? Se è vero che i libri portano conoscenza e ci avvicinano alla realtà, allora è d’obbligo la lettura di questo commovente affresco biografico curato da uno storico messicano nonché giornalista e professore universitario.

Fedele ai diari, alle lettere personali, agli appunti, alle poesie, ai discorsi e alle testimonianze di amici e conoscenti del Che, l’autore dipinge un ritratto completo dell’uomo e del combattente con la massima precisione ed obiettività. Ne esce un quadro inaspettato ai più (!) che ci mostra l’impeto del guerrigliero indomabile ma soprattutto il moralista severo, il medico, il maestro: l’uomo che per prima cosa fa costruire, nei campi improvvisati nella Sierra Maestra, sotto il fuoco dei bombardamenti americani, la capanna-scuola in cui insegnare ai propri militanti a leggere e scrivere; o tirare su un improbabile ospedale in cui curare principalmente i contadini della zona. L’uomo che sogna di visitare tutti i musei europei, che trasuda la voglia di arricchire culturalmente gli altri, che scrive poesie struggenti all’amata, che punisce personalmente i suoi ribelli rei di aver trasgredito le più comuni regole morali. L’uomo che è sempre stato in prima fila, muovendosi per primo, dando sempre l’esempio pratico di ciò che professava in teoria, tralasciando per ultimo sé stesso e privilegiando gli altri. Dormendo due ore per notte pur di leggere o insegnare a qualcuno e immolando la propria vita per un ideale.

Ora ditemi dove è possibile trovare un microscopico punto di contatto, un’idea di somiglianza etica, un’ombra di accostamento morale con il “signor” Hitler che pianificò lo sterminio di circa 6 MILIONI di persone solo perché non corrispondevano a dei canoni, per giunta anche estetici, costruiti, guarda un po’, proprio secondo le sue regole!

Signori, anche se hanno lo stesso colore, NON si possono e NON si devono confondere la cioccolata con la merda, il risultato potrebbe essere imbarazzante!!!

Edizione commentata

Paco Ignacio Taibo II, Senza perdere la tenerezza: vita e morte di Ernesto Che Guevara, Il Saggiatore, Milano, 1997

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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