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A volte può succedere che non abbiamo abbastanza tempo per addentrarci nel centro fiorentino alla ricerca di un buon posto per mangiare. Altre volte un intervallo di qualche partita ci fa correre alla ricerca di cibo nelle immediate vicinanze del pub dove siamo.
Non è detto però che questi casi siano necessariamente sfortunati.

Alcuni compagni di avventure rugbistiche mi hanno segnalato, appunto in caso di un pranzo in corsa tra un primo e secondo tempo, il Shenarya  food center. Se vogliamo provare ad avventurarci nello streetfood di oltre oceano lo troviamo nascosto nei vicoli tra piazza Santa Maria Novella e via Tornabuoni. Questa piccola bottega viene sistematicamente assediata da originari dello Sri Lanka ed offre, per la precisione, piatti tipici cingalesi.

La estrema velocità del servizio e la possibilità di ordinare da asporto ne fanno un posto ideale per chi ha pochissimo tempo a disposizione e la varietà di portate a disposizione, servite su un abbondante piatto di riso, possono incuriosire anche i palati più esigenti. Sia carne che verdure, piccanti e non, speziati e sapori a noi non comuni. Finora tutto bene e da provare.
Purtroppo i gestori dello Shenarya food centre non hanno pensato alla accoglienza del cliente, insomma la prima impressione di un ristorante, paninoteca o che altro è fondamentale! Invece i ristoratori hanno praticamente omesso questa parte, sorvolando sul servizio non propriamente eccezionale, i nostri metteno in mostra le pietanze in un bancone da bar (scelta tra l’altro molto pratica) che invade il piccolo locale dove rimane spazio2015-10-06-09-56-00 per tre tavoli e il frigorifero delle bevande.
In poche parole claustrofobico considerato anche il notevole numero di avventori italiani e non  che apprezzano la cucina della isola di Ceylon.
Come ciliegina sulla torta il forno a microonde, utilizzato per scaldare i piatti, in bella vista dietro il banco.  Di cattivo gusto il resto dell’arredamento, decisamente un posto che non invoglia il cliente a restare o a tornare.

 

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.