L’ho sognato ad occhi aperti. Ed era tutto così nitido che mi sembrava d’esserci: l’aria fresca sulla pelle, il calore del sole, quell’azzurro del cielo, il bianco delle nuvole. Le risate dei bambini. Una coppia di ragazzi che mangia un gelato. Il vento e gli aquiloni.
Poi ho chiuso gli occhi. E allora: Terrazza Mascagni è diventata Piazzale Michelangelo. Livorno è diventata Firenze. La Firenze che si vede dalla nostra terrazza, quella del Piazzale, sì. La Firenze che toglie il fiato e che non riesci a staccarle gli occhi di dosso. E tutt’intorno, decine di aquiloni. Proprio come quelli che abbiamo visto volare sul lungomare di Livorno. Un pomeriggio ventoso qualunque che si trasforma, come per magia. E i bambini indicano il cielo. E ridono. E i grandi tornano bambini. Indicano il cielo. E sorridono. E i soliti pensieri da grandi se ne volano via con quell’aquilone.
“Matte, ma te lo immagini: arrampicarsi fino al Piazzale e lanciare gli aquiloni da lassù”.
“Ma lo sai che forse….”.
“Sarebbe bellissimo: ci potremmo dare appuntamento lì, ognuno con il suo aquilone”.
“Ma secondo te si può?”.
“Che? Di cosa dite?”.
“Nulla, Tommi, con babbo si diceva che sarebbe bello lanciare gli aquiloni anche a Firenze”.
“Alle Cascine!”.
“Mmmm, secondo me dal Piazzale. Lassù, ti ricordi…”.
“Oh, ganzo, sì!”.
“Però non so se si pu…”.
“Cosa non sai se si può? Di che dite?”.
“Nulla, Pietro, si diceva che…”.
“Sì, te lo dico io: ha detto mamma che quando si torna a Firenze ci porta a lanciare gli aquiloni dal Piazzale”.
Ecco!

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.