In fondo al tunnel della Firenze sportiva che non si nutre di solo calcio si intravede un po’ di luce (speriamo non sia un treno…). Dopo un inizio disastroso, la Rari Nantes Florentia di pallanuoto inanella la seconda vittoria (con la Canottieri Napoli), abbandonando quel malinconico zero in classifica che qualche settimana fa aveva fatto scattare l’allarme. Sempre nella pallanuoto − anche se è pesantissima nel girone di qualificazione la sconfitta per 10 a 4 con le russe dello Skif Mosca − vanno alla grande le ragazze della NGM Firenze, che sbarcano nei quarti di Eurolega. Nella pallacanestro maschile l’Erdogan, Lega Due Silver, vince la sua terza partita (su dieci), mentre nella A2 di pallavolo femminile il Bisonte consolida il suo secondo posto.

Sappiamo benissimo che per gran parte dei lettori lo snocciolamento di tutti questi risultati è soltanto un tentativo di ridare un minimo di dignità allo sport “non calcistico” fiorentino. Per di più, ci siamo anche presi la libertà di considerare fiorentina una realtà, quella del Bisonte, che gioca a San Casciano. Ma sono solo venti minuti di superstrada e San Casciano è più vicino a Firenze che non a Siena. E poi, in tempi di crisi, bisogna sapersi accontentare.

Anche perché siamo andati a leggere come se la passano le maggiori compagini sportive di New York. Gli Yankees di baseball hanno dovuto assistere al trionfo degli odiati rivali dei Red Sox di Boston. I Knicks, nel basket, hanno inanellato 10 sconfitte su 13 partite, quasi come l’Erdogan. I Nets di Brooklyn, il quartiere della Grande Mela, non se la passano certo meglio, mentre è quasi drammatica la situazione dei gloriosi Giants di football (quello americano, naturalmente). Insomma, alla nostra città lillipuziana va quasi meglio che al gigante d’oltre Atlantico. Che tra l’altro, particolare non secondario, ha speso anche un sacco di soldi per non vincere niente (noi lo facciamo quasi gratis).

A proposito, nella B1 di pallavolo femminile sta andando bene la squadra di Casette d’Ete, il paese dei Della Valle. Non è che la possiamo portare qua e farla giocare allo stadio?

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.