Anche se l’estate sembra ancora lontana, per le temperature più basse della norma e la pioggia che fa capolino, il tempo per le ferie e dei viaggi è alle porte.

Personalmente, ho già anticipato le mie, andando a metà maggio a Budapest, come vi ho già raccontato.

Ma, ancora una volta, voglio prendere come pretesto questo viaggio, per dare qualche consiglio a chi si appresta ad affrontare le ferie viaggiando.

Enogastronomia: “l’insieme delle conoscenze e delle tecniche relative alla produzione dei vini e dei cibi”. È una parola composta, da ENO (enologia, studio della trasformazione dell’uva in vino) e GASTRONOMIA (arte della buna cucina).

Noi italiani, siamo tutti potenzialmente “Enogastronomi”, ma lo diventiamo, soprattutto, quando viaggiamo.

Ormai, è diventato di uso comune organizzare i viaggi consultando internet, strumento indispensabile per conoscere la città o il Paese che andremo a visitare. Ci informiamo sui luoghi più suggestivi da vedere, acquistiamo on-line i biglietti dei musei più interessanti, ci informiamo sulla viabilità più conveniente per spostarsi. Spesso, però, non prendiamo informazione sull’enogastronomia locale.

Al rientro da Budapest, mentre ero in coda per imbarcarmi, dietro di me, un gruppetto di giovani italiani commentava l’esperienza di studio “Progetto Erasmus” a Budapest. Parlavano, soprattutto, del cibo locale e di quanto mancasse loro la cucina italiana. Probabilmente, si riferivano alle pietanze cucinate dalla mamma, criticando in modo pesante quello che avevano mangiato in quel periodo di studio all’estero.

Certo, se non ci informiamo prima sulla cultura alimentare del Paese che ci ospita, potremmo avere, come nel caso degli studenti, esperienze non sempre piacevoli per il palato. Basti sapere che il gulasch, il piatto ungherese più conosciuto in Italia (spezzatino di carne), a Budapest lo troviamo completamente diverso, trasformato in una zuppa con pezzetti di carne.

Conoscere in anticipo le tradizioni enogastronomiche ci consentirà di vivere al meglio le vacanze, consapevoli che mangiare fuori dal nostro Paese, può essere una bellissima avventura.

gulasch

gulasch

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.