Quando nel marzo di due anni fa, sorvolando sui motivi, fui trasferita in Centrale Operativa – io lavoro in Polizia Municipale – la mia mamma tirò un sospiro di sollievo. Finalmente non ero più in mezzo ad una strada! Non aveva fatto tutti quei sacrifici per farmi studiare e poi vedermi finire su un marciapiede, mi ha ripetuto per anni, che poi, detto così…

Finalmente, ai suoi occhi, approdavo ad un “lavoro d’ufficio” dentro e non più “in mezzo ad una via”. Qui ho conosciuto Flavia, ma anche un gruppo di belle persone che mi hanno aiutato molto in un periodo difficile, terapeutiche direi, scherzando e distraendomi dalle mie paure. Di una in particolare sono diventata amica. L’avevo già conosciuta ai bei tempi del marciapiede, ma poi ci eravamo perse; una persona garbata ed intelligente, disponibile e tollerante (…un po’ troppo ordinata, però!). È una persona come me, che lavora e si veste come me, conduce una vita banalmente normale, come me, assolve agli stessi doveri e paga le stesse tasse…come me, come tutti.

Venerdì sono stata a pranzo da lei ed ho scoperto che, a parte la bella casa, cucina – ahimè! – come me e come me ha delegato quel compito, assegnandosi “l’economia domestica” (le pulizie di casa, insomma). In buona sostanza vita simile e simili incombenze. Una persona pari a me ma, da quando è nato Emanuele, ho compreso una cosa importante: “siamo tutti uguali” vuol dire siamo tutti diversi (il mondo è bello perché è vario, no?), ma dobbiamo godere tutti dello stesso rispetto e degli stessi diritti, questo e solo questo ci rende tutti “uguali”. Questa mia amica non è uguale a me. Sebbene come me assolva agli stessi doveri e conduca una vita assolutamente normale, non le viene riconosciuto lo stesso diritto a sposare la persona che ama. Io ho potuto scegliere fra matrimonio e convivenza ed ho preferito stipulare un contratto di reciproco aiuto con il matrimonio (soprattutto per il risvolto economico, lo ammetto…) ma lei non può farlo perché questo diritto, in uno stato laico, non le viene riconosciuto. Magari neanche vuole, ma non può scegliere ed è questa la grave questione. Comunque quando finalmente saranno libere di decidere se farlo, ed io spero presto, sarò io il “wedding planner”, me l’hanno promesso! E comunque grazie per la vostra amicizia, ragazze (le bomboniere due cigni in porcellana bianca che si baciano, non si discute!) !

(Visited 90 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua