A dirla tutta mai mi sarei aspettato che un politico avveduto come Silvio B. avesse valutato l’opportunità di candidare o meno qualcuno alle europee non sulla base delle qualità del candidato ma solo su un sondaggio che indicava una perdita di voti.
Poi, vabbé, è andata come è andata e il candidato è stato arrestato a sua insaputa.
A proposito ve lo ricordate lo slogan “smacchiare il giaguaro”?
Ecco: qui la commistione è stata con un leopardo al plurale, tale Giacomo Leopardi noto per… Silvia rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale..
Ma Silvia mica l’aveva presa bene eh?
– Occhess’è bischero?
Rispose lei..
Se è mortale e unn’è vita! Fava!
O ‘mbecille! Sta bona sennò ti fo’ veni’ la gobba anch’atté!
Rimbeccò lui.
– Hahaha! Dici? Ma se’grullo com’ il Manzoni?
– Il Manzoni? Che c’entra qui’ bisteccone?
– E ‘un lo so, ma non se’ tu che ti grattavi lì guardano verso l’infinito con lo sguardo perso nel vuoto? Pensando a me? Brutto porcellone?

– E tu mi confondi con un’altro porcello che unn’è ancora nato!
– Mavvaìa vaìa vaìa! Rimbischerito dal troppo studio! Lasciami al mi’ destino e smetti di chiedere se rimembro.. sempre co’ i’ membro ni’ capo tusse’!

E così via discorrendo.
Povero Leopardi, maltrattato così dal suo perduto sogno..
Comunque sia avevo appena sentito la notizia per radio che mi viene voglia di rileggermi un po’ di Leopardi, che non guasta mai, con la sua saggezza profonda e invece..
Vado alla libreria e nel prendere le Operette morali e ‘un mi cade in testa un libro d’Arte?
E indovinate di chi?
Mannò che Silvio& Silvia! Lui aveva già pubblicato “Una storia italiana” poi s’è visto com’è andata. Per entrambi.
Era un libro sull’arte di Rembrandt! Ho perso conoscenza e quando mi sono risvegliato ero finito in un quadro famosissimo! Quello dell’autopsia che potete vedere qui sotto.
Non ci crederete se vi dico che il volto del cadavere era quello di.. Sì proprio lui!
Così (siamo in campagna elettorale) ho dovuto coprire il tutto con un velo pietoso. Ma non avendo veli ho usato il logo di tuttafirenze! E mi son nascosto bene per non farmi vedere, confondendomi con i personaggi presenti.
Prima ho atterrato uno con una zifonata nel cervello poi l’ho trasciato dietro la cornice e gli ho tolto gli abiti e mi sono vestito come lui. Fortunatamente era di una taglia sopra e non ho faticato troppo a infilarmi le scarpe anche se poi le ho infilate a rovescio.
Ma tanto nel quadro non si vede.
Insomma stavo per andarmene di soppiatto quando il grande Rembrandt ci ha bloccati in una istantanea!
Beccato mentre me la filavo!
Fortunatamente mi sono risvegliato ed ero ancora lì, a terra. Come un cencio!
Accanto a un cencio vero, quello per pulire il pavimento. L’ho guardato e non ho detto niente. Mi somigliava.
E poi dicono che cencio disse male di straccio.
Non è vero, siano stati zitti entrambi.
Anche perché lui ha provato a dire qualcosa ma l’ho colpito con il manico della scopa!
Non s’è più mosso.

 

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Umberto Rossi

Umberto Rossi, svolge segretamente la professione di artista concettuale. Purtroppo per lui. Inizia la sua attività di autore satirico in fabbrica dove, rischiando il licenziamento, fonda insieme ad un gruppo di amici sindacalisti una rivista demenziale a cui da il nome de “L’Osmannaro”,
subito inghiottita dall’oblio. Continua poi la sua collaborazione come illustratore e autore satirico (sia articoli che vignette, strip e rielaborazioni fotografiche e illustrazioni) con riviste e quotidiani di varia natura e fortuna. Inizia nel 1985 con “Nonsolocorsi” una rivista di annunci pubblicitari ormai defunta; poi passa al glorioso e rimpianto “Paese Sera” per un’edizione locale; continua con “La Gazzetta di Firenze” e “La Gazzetta di Prato”, con il quotidiano “L’Opinione” in una edizione locale.
Collabora con “L’informatore” della Coop di Firenze e con alcune riviste satiriche (tutte estinte) quali “Mai dire Sport”, “Fegato”, “Harno” (creata da Cavezzali) “La pecora nera”, “La Peste”, “Par Condicio”, “Veleno” e altre amenità. Autore satirico riluttante cerca di mantenere la sua indipendenza evitando il più possibile di pubblicare.