E’ proprio quando pensi di essere vecchio per fare qualcosa, che è meglio rinunciare, che arriva qualcuno che ti fa cambiare idea ridandoti la voglia di provarci; è quello che è successo a Ivano. Facciamo un passo indietro, a qualche giorno fa mentre in sella alla mia bici mi trovavo di fronte la piscina Costoli, proprio accanto al nostro stadio Artemio Franchi. Attirato dalla musica, mi sono avvicinato al piccolo piazzale che ospita una vera pista da skate: rampe di varie dimensioni, ostacoli e staccionate. Per qualche istante mi sono dimenticato di essere a Firenze; la musica rap che pompava da uno stereo, ragazzi di varie etnie, il muro intorno pieno di graffiti, sfoggio di cappellini e canottiere in pieno gennaio, mi ha fatto sognare di essere in California, luogo di origine di questo sport. Lo spettacolo davanti ai miei occhi lasciava senza fiato, salti, acrobazie, vere trottole umane, accompagnati da tante cadute che però non sembravano scalfire minimamente questi ragazzi. I flash mentali legati alla mia adolescenza, quando anch’io sfrecciavo per le strade con una tavola, mi hanno fatto pensare che oggi forse non avrei il coraggio di girare con uno skate.

buona-3Mentre queste “seghe mentali” attraversavano la materia grigia, è entrato in pista un uomo sulla cinquantina insieme ad un ragazzo. L’uomo ha cominciato a saltare e compiere funamboliche acrobazie, mentre il giovane lo seguiva a ruota; anche gli altri skaters osservavano stupiti. Dopo circa un’ora di puro show mi sono avvicinato al lui porgendogli alcune domande. Ivano, questo è il suo nome, ha cinquantadue anni e da solo uno ha rimesso i piedi sopra una tavola da skate. Fino a vent’anni ogni giorno della sua vita ha praticato questo sport. Dopo il matrimonio lo aveva abbandonato, ma era sempre rimasto nel suo cuore. Mi confessa che dopo la separazione dalla moglie si sentiva depresso, ma con l’aiuto del figlio e della sua vecchia tavola che non cavalcava da trent’anni, è tornato a divertirsi e sentirsi un teenager. Nelle parole e nei suoi occhi ho percepito la gioia di vivere, la voglia di mettersi in gioco senza pensare al giudizio degli altri; una spugna che ha pulito tanti pregiudizi dentro di me.

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