olimpiadi-firenzeOgni tanto l’idea si riaffaccia. Bella e impossibile. Ma qualcuno ci prova lo stesso. Butta il sasso e aspetta che i cerchi nell’acqua si allarghino. In genere tutti fanno spallucce, questa volta però qualcuno ha provato a prenderla sul serio. Stiamo parlando delle Olimpiadi, croce e delizia di ogni amministratore. È stato il presidente del consiglio regionale a dire che nel 2024, se Roma non ce la fa o non vuole, Firenze e la Toscana sono pronte a sostituirla. Attenzione, non solo il capoluogo bensì tutta la regione. Un’apertura non da poco. Per questo molti amministratori si sono sentiti partecipi del progetto e hanno scoperto di avere impianti bellissimi, capienti e perfettamente funzionanti, location meravigliose da fare invidia al mondo, villaggi olimpici già pronti. Una spolveratina qua e là e tutto sarebbe magicamente pronto per il via.
Qualcuno ha già fatto le spartizioni: Firenze farebbe la parte del leone, con l’atletica al Franchi (manca la pista ma che ci vuole a farla?), il calcio alla Mercafir (lo stadio non c’è ma sono quisquilie), la pallavolo al Mandela (la capienza è da monolocale ma cosa vuoi che sia). Non sappiamo se per il nuoto qualcuno abbia pensato alla Costoli (sigh!). Per le discipline in mare aperto c’è solo l’imbarazzo della scelta, per il resto qualcosa si inventerà. Anzi, si costruirà. Perché, alla fine, la speranza degli amministratori è quella di riuscire a far pagare al CIO e allo Stato centrale gli impianti e le infrastrutture necessarie che diventerebbero, in un colpo solo, di interesse pubblico. Dalle terze corsie autostradali alla nuova pista dell’aeroporto di Firenze, dalla TAV alla tramvia, dai dehors dei locali del centro alla Loggia Isozaki. Anche il nuovo stadio alla Mercafir diventerebbe una necessità impellente. E allora, dai, un bel calcione a quelli del mercato ortofrutticolo! Come dire: “mettetevi dove vi pare ma levatevi di qui perché ci sono le Olimpiadi da fare!”. Naturalmente le speranze degli amministratori sono destinate a rimanere tali. Del resto il presidente del Coni ha detto (più o meno) “o Roma o morte!”.
Qualcuno ha avanzato l’idea di proporre date successive, tipo il 2028 o addirittura il 2032. Nessuno però ha osato rispondere. Date troppo lontane per essere credibili. Magari le Olimpiadi saranno già estinte. E forse le “grandi” opere saranno già fatte e inaugurate.
Forse.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.