Me lo ricordo quel giorno. La luce era andata via, all’improvviso siamo rimasti al buio, tutta Campi Bisenzio senza elettricità.
Nessuna notizia, fuori una tempesta incredibile, senza pioggia, solo vento. All’inizio mamma ha detto al babbo che sicuramente si era dimenticato di pagare le bollette, lui gli ha detto che non si ricordava che qualcuno gli avesse dato l’incarico di dover pagare le bollette di tutta la città, hanno riso.
Doveva essere colpa della tempesta, o di un fulmine. Ma non c’erano fulmini.
Poi il babbo ha acceso le candele in salotto, ha fatto finta di essere uno zombie e di volerci mangiare, abbiamo riso, mamma invece ha detto che sembrava la fine del mondo e che dovevamo pensare a come sarebbe stato vivere senza corrente, niente più luce, niente più rumore, nessuna trasmissione noiosa alla tv.
Il Babbo gli ha detto che certe volte era proprio pallosa e che gli zombie erano più ottimisti di lei.
Lei l’ha guardato con lo sguardo da gangster.
Poi abbiamo sentito un rumore forte venire da fuori, siamo corsi alla finestra, l’albero che stava davanti alla nostra casa non c’era più. Poi babbo ha detto, quasi come se non fosse lì con noi: “guardate…”
Nel parco davanti a casa nostra gli alberi stavano cadendo uno a uno, si piegavano gli uni sugli altri, le cortecce lanciavano grida lancinanti. All’improvviso vedevamo la strada oltre il giardino condominiale.
Ho detto: “sembra di essere in un film di Will Smith, quello dove fa il tipo con i superpoteri che s’innamora della tipa con i superpoteri ma che non possono stare insieme”.
Ma loro non mi hanno risposto.
Ho pensato che sarebbe stato bello essere davvero al cinema con in mano i popcorn, dove gli alberi cascano senza fare del male a nessuno, ma eravamo alla finestra di casa nostra, non c’erano alieni, non c’erano guerre atomiche o mostri spaventosi, solo un po’ di vento.
Poi la luce improvvisamente è tornata e ci siamo visti riflessi nel vetro della finestra, avevamo tre facce impaurite da perfetti imbecilli, poi babbo ha detto: “deve essere arrivato il mio bonifico all’Enel”. Abbiamo riso.
Nessuno ha detto niente sugli alberi e siamo tornati a letto cercando di dormire. Ma io non ho dormito per niente.
Me lo ricordo benissimo quel giorno, loro non ci sono più, e mi manca il mio babbo che fa le facce strane facendo finta di essere uno zombie, e anche se sono ricresciuti i pini davanti alla mia finestra, nonostante tutti questi anni, quando vado al cinema e vedo un albero che cade non mi diverto più come prima.

Campi Bisenzio, 10 marzo 2076

Fonte foto: imdb.com

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.